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Pulsione

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Pulsione Termine che traduce la parola tedesca trieb ('spinta'), utilizzata da Sigmund Freud per definire un dinamismo psichico corrispondente ad una spinta che fa dirigere l’organismo verso una meta.

Nel processo pulsionale Freud distingue tre aspetti: la fonte della pulsione che è uno stato di eccitazione fisica; la meta che è il fine dell’eccitazione o gratificazione; l’oggetto della pulsione che è il mezzo per raggiungere la meta. Il concetto di pulsione è al limite tra la sfera biologica e quella psichica: la pulsione produce uno stato di eccitazione che spinge l’organismo a compiere un’attività rivolta alla fine dell’eccitazione stessa.

Nella prima teoria delle pulsioni (fino al 1920), Freud distingue tra pulsioni sessuali e pulsioni dell’Io, che hanno come scopo l’autoconservazione dell’individuo. Il conflitto tra le due diverse cariche energetiche, quelle sessuali e quelle dell’Io, dà origine alla nevrosi, in seguito alla rimozione delle pulsioni sessuali. Con la pubblicazione di Al di là del principio di piacere Freud definisce la pulsione sessuale come pulsione di vita (Eros), includendovi anche le pulsioni dell’Io, e la oppone alla pulsione di morte, ossia la spinta alla riduzione di tutte le tensioni al fine di ricondurre l'essere vivente allo stato inorganico. Quando è rivolta all’esterno la pulsione di morte si esprime nell’aggressività e nella distruttività.

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