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Lakatos, Imre Pseudonimo di Imre Lipschitz (Ungheria 1922 - Londra 1974), filosofo e storico della scienza ungherese. Perseguitato dal nazismo per via delle sue origini ebraiche, Imre Lakatos militò nelle file comuniste durante la Resistenza; fu incarcerato dal regime comunista nel 1950 e dopo l’insurrezione del 1956 in Ungheria fu costretto all’esilio. Riparò in Inghilterra e approdò, nel 1960, alla London School for Economics and Political Science; qui diventò allievo di Karl Popper, si legò d’amicizia con Paul Feyerabend e fino alla morte, avvenuta prematuramente, insegnò logica e filosofia della matematica. Le sue opere, raccolte in due volumi dagli amici e dai collaboratori, furono pubblicate nel 1978 con il titolo La metodologia dei programmi di ricerca scientifici.
Influenzato dal “falsificazionismo” popperiano, Lakatos si propose di interpretare la matematica come una scienza che si sviluppa per congetture e confutazioni. In seguito, in opere come La falsificazione e la metodologia dei programmi di ricerca scientifici (1970) e La storia della scienza e le sue ricostruzioni razionali (1972), sottopose a una revisione il falsificazionismo ed elaborò una concezione di filosofia della scienza secondo cui, nella storia della scienza, non si succedono singole teorie ma interi “programmi di ricerca”. Ogni programma di ricerca comprende da un lato un insieme di ipotesi particolarmente importanti, accettato per convenzione e dunque non confutabile (detto “nocciolo duro”), dall’altro un insieme di indicazioni che determinano i problemi da affrontare, il loro ordine di priorità e la maniera di affrontarli, ricorrendo a una “cintura protettiva” di ipotesi ausiliarie per far fronte alle anomalie. Un programma di ricerca ha successo quando conduce a quello che Lakatos definì “uno slittamento di problema progressivo”, quando cioè permette di fare predizioni nuove, inattese e sorprendenti. Nei programmi di ricerca regressivi (di cui sono esempi il marxismo e il freudismo), le teorie sono in grado di accogliere solo i fatti già noti, ma non hanno alcun potere predittivo.
A giudizio di Lakatos, la metodologia dei programmi di ricerca scientifici consente di superare quelle che egli giudica le difficoltà proprie dei sistemi di Thomas Kuhn e di Karl Popper. Al primo, il filosofo ungherese rimproverava di considerare le rivoluzioni scientifiche dei cambiamenti improvvisi e irrazionali, alla stregua di conversioni religiose, con la conseguenza che non c’è nel pensiero di Kuhn alcuna reale demarcazione tra scienza e pseudoscienza. Al secondo contestava una visione dell’impresa scientifica troppo semplicistica e ingenua: secondo Lakatos, infatti, la mera confutazione non determina il rapido superamento di un programma di ricerca, che si verifica solo in presenza di una teoria migliore.
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