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Stazio, Publio Papinio

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Stazio, Publio Papinio (Napoli 45 ca. - 96 d.C.), poeta latino. Figlio di un maestro di retorica, si trasferì a Roma dove la sua abilità nel comporre versi fu presto notata da Domiziano, che gli accordò il suo favore. Fu autore della Tebaide, poema epico in 12 libri (quanti ne ha l'Eneide di Virgilio), che gli costò dodici anni di lavoro, dall'80 al 92. Narrava la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, attestando una buona conoscenza del cosiddetto ciclo tebano. Se l'impronta virgiliana dell'opera risulta ormai ridotta a un vuoto espediente, la scelta del tema non è priva di riferimento alla realtà contemporanea e in particolare all'incubo della guerra civile. Dopo essersi ritirato a Napoli nel 94, iniziò a comporre l'Achilleide, poema epico sulla vita di Achille rimasto incompiuto per la morte del poeta. La fortuna della Tebaide fu grande nell'antichità come durante tutto il Medioevo, sino alla scoperta nel 1417 da parte di Poggio Bracciolini delle Silvae, l'opera su cui si è concentrata l'attenzione della critica moderna. In cinque libri sono raccolte le liriche d'occasione, 32 componimenti in tutto, composte tra l'89 e il 95, di vari argomenti suggeriti dalle circostanze, che testimoniano il gusto dell'epoca e il virtuosismo di uno dei suoi massimi interpreti.

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