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Industria chimica Attività organizzata per la produzione di composti chimici di varia natura e di vario impiego, convenzionalmente distinta in industria chimica primaria e secondaria. L’industria petrolchimica, soprattutto per la specificità delle materie prime che tratta, viene considerata un settore a parte.
L’industria chimica primaria, o della chimica di base, si occupa della produzione su vasta scala di composti generalmente destinati a successivi trattamenti, e usati dunque come materia prima in altri settori dell’industria chimica stessa o da settori industriali diversi (meccanico, tessile ecc.). Caratteristica di questo comparto dell’industria chimica è la notevole dimensione degli impianti e delle apparecchiature per il trattamento delle materie prime, le quali dal canto loro devono essere continuamente disponibili in grandi quantità, con connessi problemi di costante e regolare approvvigionamento. L’industria chimica primaria è perciò strettamente collegata con l’industria mineraria, dalla quale provengono, ad esempio, zolfo e pirite (solfuro di ferro) per la produzione di acido solforico, uno dei più importanti intermedi utilizzati nell’industria chimica secondaria o di trasformazione, ma anche i fosfati, i nitrati e i sali di potassio, che sono le sostanze fondamentali per la preparazione dei fertilizzanti artificiali. L’intera produzione dell’industria chimica primaria può considerarsi articolata nella produzione di quattro grandi gruppi di composti: i composti organici (e parallelamente quelli inorganici) di base e intermedi, destinati all’industria chimica secondaria, per la trasformazione in sostanze direttamente utilizzabili; le materie plastiche e gli elastomeri naturali e artificiali; i fertilizzanti artificiali. Nella maggior parte dei casi, i composti vengono preparati in granuli, polveri o liquidi, o comunque in una forma pronta all’utilizzo diretto per la realizzazione dei prodotti finiti. In qualche caso (ad esempio per quasi tutti i fertilizzanti) i prodotti possono essere forniti già pronti per l’uso.
L’industria chimica secondaria, così detta perché tratta quasi esclusivamente i composti intermedi elaborati dalla chimica di base, si divide a sua volta in due settori: quello della chimica fine e quello della chimica delle specialità. Rispetto all’industria chimica primaria, quella secondaria è caratterizzata dalla limitatezza, anche dimensionale, degli impianti e delle attrezzature, che però spesso comprendono apparecchi altamente sofisticati, che giustificano l’alto valore aggiunto del prodotto finito.
Comprende le industrie che elaborano i prodotti di più comune utilizzazione (fatta eccezione per le materie plastiche), come i prodotti cosmetici e per la casa, i saponi e i detersivi, gli inchiostri e le vernici. Produce inoltre una vasta gamma di sostanze impiegate nell’industria alimentare (ad esempio dolcificanti, polveri lievitanti, conservanti e altri numerosi additivi alimentari) e in altri settori industriali, come gli impermeabilizzanti utilizzati dall’industria edilizia, i gas tecnici (quali ossigeno, idrogeno, azoto), gli adesivi e i sigillanti. Rientra nell’industria della chimica fine anche gran parte dell’industria farmaceutica, in particolare il settore dedicato alla produzione dei farmaci di commercio.
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