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Fontanile Sorgente naturale di acqua dolce tipica della Pianura Padana. Un fontanile, o risorgiva, ha origine quando l’acqua della falda sotterranea, che scorre in profondità al di sotto di un suolo ghiaioso e permeabile, è costretta a risalire perché incontra un terreno impermeabile che ne ostacola il deflusso sotterraneo: questa condizione si verifica, appunto, nella Pianura Padana, nella zona di confine tra la cosiddetta “alta pianura” (asciutta e con un suolo poroso ad alta granulometria) e la “bassa pianura”, dal suolo più compatto e fertile. In pratica, è possibile identificare una “linea dei fontanili” (o “fascia delle risorgive”), che decorre da ovest a est lungo la riva sinistra del fiume Po e congiunge idealmente Mondovì, Novara, Milano, Treviglio, Verona, Treviso, Pordenone e Monfalcone.
Alcune caratteristiche peculiari distinguono i fontanili dalle altre sorgenti naturali e conferiscono a essi una valenza ecologica, paesaggistica, storica ed economica unica; tuttavia, questi particolari ecosistemi attualmente si trovano in uno stato di profondo degrado, laddove purtroppo non siano già completamente scomparsi.
Innanzitutto, va detto che i fontanili sono, di fatto, opera di captazione dell’acqua di falda: l’acqua della risorgiva, infatti, risale spontaneamente ma non raggiunge la superficie del terreno: si esegue pertanto uno scavo poco profondo, e l’acqua affiorante viene convogliata nel suo tratto iniziale con un tino di rovere o un tubo metallico. Le prime testimonianze della realizzazione di fontanili risalgono all’XI secolo, quando fu avviata un’opera di bonifica del territorio della bassa padana, fino ad allora acquitrinosa e poco adatta all’attività agricola.
Seconda caratteristica è la struttura del fontanile. L’acqua dolce affiorante invade una conca rotonda, la “testa” del fontanile, ampia ma profonda solo pochi metri, scavata intorno al punto di fuoriuscita della stessa risorgiva (in realtà, una “testa” in genere contiene anche tre o quattro tini o tubi di affioramento, che sono detti “occhi” o “polle”). Quindi, l’acqua si incanala in un canale rettilineo, o “asta”, dal quale si dirama una complessa rete di canali artificiali che raggiungono i campi coltivati.
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