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Arte concreta

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Arte concreta Corrente artistica sviluppatasi in Europa negli anni 1945-1960, nell'ambito dell'arte astratta. L'espressione 'arte concreta' comparve già nel 1930, come titolo del numero unico di una rivista pubblicata dal pittore e architetto olandese Theo van Doesburg ('Art Concret'). Nel medesimo anno fu redatto il Manifesto dell'arte concreta, nel quale erano esposti i principi fondamentali dell'arte astratta: ricorso a forme geometriche; preferenza per i colori fondamentali (rosso, blu e giallo), più nero e bianco, stesi per campiture piatte; assenza totale di chiaroscuro. Obiettivo di questa semplificazione tecnica e formale doveva essere l'affermazione di un autonomo linguaggio 'plastico', capace di creare una nuova realtà, indipendente da qualsiasi riferimento al mondo dell'esperienza comune.

La prima manifestazione pubblica del concretismo si ebbe a Parigi nel 1945, in una mostra nella quale erano esposte opere di Piet Mondrian, Van Doesburg, Alberto Magnelli, Anton Pevsner, Vasilij Kandinskij, Jean Arp, Sonia e Robert Delaunay. Nel 1948 fu fondato a Milano il MAC (Movimento per l'arte concreta) che raccoglieva alcuni astrattisti italiani: Atanasio Soldati, Alberto Magnelli, Mauro Reggiani, Luigi Veronesi, Bruno Munari, Gillo Dorfles e altri. I dipinti di questi artisti combinavano forme geometriche campite con colori piatti in composizioni rigorosamente astratte. Nel 1951 Dorfles redasse il Manifesto del MAC, nel quale sosteneva che l'arte concreta si distingueva dall'arte astratta soprattutto per la ricerca di una sintesi tra le arti, da attuarsi attraverso la messa a punto di linguaggio unico. Nel 1955 il MAC si unì al gruppo francese denominato Espace organizzando una mostra in comune a Milano dal titolo 'Esperimenti di sintesi fra le arti'. L'esperienza del MAC si concluse nel 1958, poiché molti degli artisti che vi avevano aderito preferirono continuare la loro ricerca in altre direzioni, in primo luogo nell'astrattismo informale.

Anche in Svizzera si formò una corrente di arte concreta nel 1960, capeggiata da Max Bill, che si ispirava alle opere di Jean Arp. In scultura, il concretismo si espresse in costruzioni e strutture razionali, create combinando forme e colori elementari, spesso secondo principi matematici: ad esempio, vennero raffigurate in maniera concreta equazioni geometriche, nozioni geometriche, il concetto di infinito. I materiali più utilizzati furono il gesso e il legno dipinti, oltre al bronzo e ad altre leghe metalliche.

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