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Ritratto

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Il ritratto nella pittura italianaIl ritratto nella pittura italiana
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Introduzione

Ritratto Raffigurazione artistica, in forma di dipinto, scultura, bassorilievo, o ottenuta con qualsiasi altra tecnica, della figura intera, del busto o del solo volto di una persona. Il ritratto può essere eseguito dal vivo, a memoria, oppure copiando raffigurazioni preesistenti. L’artista può ricercare soprattutto la somiglianza con la persona reale, oppure sforzarsi di renderne il carattere, la psicologia, la personalità o la moralità.

La ritrattistica è considerata un genere artistico autonomo, alla stregua del paesaggio, della pittura di storia e della natura morta. Infine, il ritratto può trovarsi inserito entro una composizione artistica più complessa.

2

Tipologie

Esistono diverse tipologie di ritratto. Come già si è detto, un ritratto può essere a figura intera o a mezza figura, oppure può rappresentare solo il volto. In scultura la figura intera è solitamente una statua a tutto tondo, mentre la mezza figura è chiamata busto.

Un ritratto non rappresenta necessariamente solo una persona, ma può riguardare anche più persone: pensiamo ai ritratti di famiglia, come il celebre Las Meninas di Velázquez (Museo del Prado, Madrid), nel quale è raffigurata l’intera famiglia di Filippo IV re di Spagna.

Il ritratto può essere impostato frontalmente, di profilo, di tre quarti o addirittura di spalle. La persona raffigurata può essere dipinta mentre monta un cavallo, oppure in poltrona nell’atto di leggere o ancora inginocchiata mentre prega. Sia il tipo d’inquadratura, sia la posizione del modello nel ritratto sono spesso scelte artistiche molto significative. Il ritratto può avere un significato simbolico, allegorico, oppure può volere sottolineare il rango sociale cui appartiene la persona; può essere celebrativo, idealizzato, caricaturale, naturalistico.

3

Cenni storici

Le origini della ritrattistica risalgono alla preistoria: già i sarcofagi e le maschere funebri dei faraoni costituiscono esempi di ritratti, seppur stilizzati. Il viso era rappresentato in modo abbastanza aderente al vero, affinché nell’oltretomba il defunto potesse riconoscere il proprio corpo (vedi Arte egizia). Forme di ritratto erano presenti anche presso le civiltà assira e babilonese.

3.1

Grecia e Roma

Ritratti individuali fisionomici, che riproducessero l’aspetto esteriore del modello e ne suggerissero anche la psicologia, compaiono forse per la prima volta nell’arte greca, con lo scultore Lisippo (IV secolo a.C.). Nell’arte greca i ritratti erano soprattutto statue, busti, oppure bassorilievi posti sui sarcofagi. Le persone che chiedevano di essere ritratte appartenevano a ceti sociali elevati ed erano spinte da motivazioni particolari: i loro ritratti dovevano essere in primo luogo celebrativi. Da cui quello stile eroico che caratterizza le statue dei sovrani ellenistici, colti in atteggiamenti imperiosi e raffigurati quali atletici uomini-dei.

Presso i romani la tendenza aulica si stemperò con un realismo di ascendenza etrusca e italica, dando origine a ritratti più vicini al modello: si affermò la tipologia del personaggio togato o rivestito della leggera corazza (lorica) dei centurioni romani, stante o a cavallo (Marco Aurelio, Musei Capitolini, Roma). L’effigie di un antenato adornava di frequente i monumenti funebri; fino al Rinascimento, inoltre, fu consuetudine ritrarre i sovrani sulle monete (vedi Numismatica).

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