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Risultati di Windows Live® Search Geertz, Clifford (San Francisco 1926 – Philadelphia 2006), antropologo americano. Allievo di Talcott Parsons e di Clyde K.M. Kluckhohn, dopo gli studi di filosofia si addottorò nel 1956 in antropologia culturale presso l’Harvard University. Insegnò presso il Massachusetts Institute of Technology e le università di Stanford e Chicago, prima di assumere nel 1970 la cattedra di scienze sociali al Princeton’s Institute of Advanced Study. Dagli anni Cinquanta compì numerose ricerche sul campo in Indonesia e in Marocco, dedicandosi allo studio dei fenomeni economici e religiosi. Fortemente influenzato dai filosofi Wittgenstein, Gadamer e Ricoeur, dalla sua esperienza etnografica trasse spunto per una sofisticata riflessione teorica sulla conoscibilità delle culture, con un’impostazione ermeneutica che portò allo sviluppo dell’“antropologia interpretativa” e al distacco dalle correnti post-strutturaliste. Per Geertz, l’antropologia è un sapere interpretativo rivolto alla comprensione dei significati e non delle strutture. I fenomeni culturali sono considerati come sistemi di “valori” e “significati” che sollevano questioni interpretative: lo studioso non deve più operare una netta distinzione tra scienze della natura e scienze umanistiche, ma utilizzare piuttosto una lettura simbolica simile a quella applicata all’interpretazione di una rappresentazione teatrale o di un testo scritto. Nella visione di Geertz – in cui confluiscono differenti approcci: dalla fenomenologia al funzionalismo, dalla critica letteraria alla filosofia della scienza, dalla linguistica alla semiotica alla psicologia – è compito dello studioso interpretare e tradurre i significati ponendosi dal punto di vista dell’“attore”, attraverso una “testualizzazione” dell’esperienza etnografica intesa come vero e proprio genere letterario. Geertz dedicò molte opere alle sue ricerche etnografiche (tra cui The Social Context of Economic Change: an Indonesian Case Study, 1956; The Development of the Javanese Economy: A Socio-cultural Approach, 1956; The Religion of Java, 1960; Islam Observed: Religious Development in Morocco and Indonesia, 1968), conquistandosi una fama internazionale con i saggi legati alla sua riflessione teorica (Interpretazione di culture, 1973; Antropologia interpretativa, 1983; Opere e vite. L’antropologo come autore, 1988).
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