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Risultati di Windows Live® Search Mana Termine usato dalle popolazioni della Polinesia e della Melanesia per identificare forze soprannaturali e misteriose. Introdotto nel 1814 da W. Williams, il concetto venne ripreso da Robert Henry Codrington in un famoso saggio intitolato I Melanesiani (1891). Assunse particolare importanza nel periodo positivista poiché tale credenza venne identificata con la fase più primitiva delle religioni, quando cioè non si venerano esseri o individui sovrumani, ma forze magiche diffuse e incomprensibili. Alcuni studiosi che si sono occupati dei culti preanimistici hanno definito mana 'la radice dell'esperienza religiosa' e hanno identificato analoghi concetti nell'orenda degli irochesi, nel manitu degli algonchini, nel wakan dei sioux. Il mana rappresenterebbe l'atteggiamento religioso primordiale positivo, mentre il tabù ne sarebbe il rovescio negativo; tale sistema cultuale viene indicato come il fondamento da cui si sono sviluppate e si sviluppano tutte le religioni. Hubert e Mauss, nel loro Saggio di una teoria generale della magia (1902), riconobbero nel mana un concetto simile a quello di sacro, ma più ampio, facendo risalire a esso non solo il senso del religioso, ma anche quello del magico. Queste teorie vennero rimeditate e corrette dagli antropologi successivi, tra cui Claude Lévi-Strauss e Raymond Firth, che, rinunciando a considerare il mana come una categoria universale, lo analizzarono da punti di vista più prettamente linguistici ed etnografici.
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