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Lucini, Gian Pietro

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Lucini, Gian Pietro (Milano 1867 - Breglia, Como 1914), poeta e scrittore italiano. Si laureò in filosofia del diritto all'Università di Pavia nel 1892 e coltivò molteplici interessi anche grazie alle frequentazioni del padre con personaggi dell'ambiente politico e artistico. Autore complesso della letteratura italiana del primo Novecento, si muove tra le sperimentazioni della scapigliatura lombarda (a Carlo Dossi, di cui fu grande ammiratore, dedicò il saggio critico L'ora topica di Carlo Dossi, 1911) e una poetica simbolista e decadente, fra l'ammirazione per Carducci (Ai Mani gloriosi di Giosue Carducci, 1907) e un estremo irrazionalismo. Collaborò inoltre alla rivista 'Poesia' di Filippo Tommaso Marinetti, da cui nel 1913 si allontanò dichiarando di aver 'sorpassato il futurismo'.

Tra queste oscillazioni si muovono le sue prove poetiche: Il libro delle figurazioni ideali (1894), Il libro delle immagini terrene (1898), La prima ora dell'Accademia (1902), con la prima teorizzazione del verso libero, Revolverate (1909) e La solita canzone di Melibeo (1910). In prosa scrisse il romanzo di carattere autobiografico Gian Pietro da Core (1895), rielaborazione del precedente Spirito ribelle (1888), e Le nottole e i vasi (1912), pseudotraduzioni dal greco. Particolare interesse suscitò il manifesto Ragion poetica e programma del verso libero (1907).

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