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Risultati di Windows Live® Search Meneghello, Luigi (Malo, Vicenza 1922 – Thiene, Vicenza 2007), scrittore italiano. Dopo aver partecipato alla Resistenza nelle file del Partito d’azione, nel 1947 si trasferì in Inghilterra, dove fondò la cattedra di letteratura italiana all’Università di Reading. Rimase in Inghilterra fino al 1980; in seguito rientrò in Italia, pur continuando a insegnare a Reading. Nel 1963 pubblicò la sua prima opera narrativa, Libera nos a Malo, dove i ricordi della gioventù trascorsa nel paese della provincia veneta, ambiguamente richiamato nel titolo, si muovono fra l’affettuosa rievocazione, talora ironica, e la testimonianza. Alla lingua letteraria si mescola il dialetto, spesso filologicamente recuperato nelle sue forme più antiche, su cui si innestano neologismi, anglicismi ed espressioni gergali. In questa linea sono da porre anche I piccoli maestri (1964; la trasposizione cinematografica, firmata da Daniele Luchetti, è del 1998), dove il recupero memoriale si concentra sugli anni della Resistenza, Pomo pero. Paralipomeni di un libro di famiglia (1974), sugli anni della prima infanzia, Fiori italiani (1976) e Bau-sète (1988). Se la narrativa di Meneghello sfiora i toni della saggistica, gli studi critici non rinunciano al gusto del racconto: si ricordano Jura. Ricerche sulla natura delle forme scritte (1987), Maredè, maredè. Sondaggi nel campo della volgare eloquenza vicentina (1991). Tra gli altri scritti ricordiamo: Il dispatrio (1993), Promemoria (1994), Il turbo e il chiaro (1996), La materia di Reading e altri reperti (1997), Le correnti sottopelle (1997), Le carte (1999-2001; in tre volumi), Trapianti. Dall’inglese al vicentino (2002), Quaggiù nella biosfera. Tre saggi sul lievito poetico delle scritture (2004).
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