Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Giordani, Pietro (Piacenza 1774 - Parma 1848), scrittore italiano. Laureatosi in giurisprudenza, entrò nel 1797 nel convento benedettino di San Sisto a Piacenza, ma dopo tre anni abbandonò l’ordine. Supplente di eloquenza all’Università di Bologna, si espresse a favore del regime napoleonico con il Panegirico di Napoleone legislatore (1807). Giordani fu espulso dal territorio pontificio nel 1815, dopo la caduta del Regno d’Italia, e si recò a Milano dove collaborò come redattore alla “Biblioteca Italiana”: è del gennaio 1816 la pubblicazione dell’articolo di Madame de Staël Sulla maniera e utilità delle traduzioni, cui Giordani rispose nell’aprile dello stesso anno con la Lettera di un italiano ai compilatori della “Biblioteca Italiana”, esortando gli italiani a non allontanarsi dallo studio delle antichità. Trasferitosi a Piacenza, si occupò in particolare della riforma del sistema educativo e nella Causa dei ragazzi di Piacenza (1819) denunciò i maltrattamenti subiti dai giovani nelle scuole. Nel 1824, sempre a causa delle sue idee liberali, fu costretto ad abbandonare il ducato e si trasferì a Firenze, dove frequentò il cenacolo dell’“Antologia”. Esiliato anche da Firenze, si stabilì a Parma, dove restò sino alla morte. La sua preoccupazione per la forma fu uno dei motivi per cui non riuscì a portare a termine gran parte delle opere che si era proposto di comporre, come risulta dalle sue lettere. Conobbe Giacomo Leopardi, al quale probabilmente era rivolta l’Istruzione a un giovane italiano per l’arte dello scrivere (1821). La sua rinomanza è affidata soprattutto all’epistolario e alla concisione delle sue epigrafi, oltre che alla sua figura di classicista illuminato.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |