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Risultati di Windows Live® Search Pontano, Giovanni (Cerreto di Spoleto, Perugia 1429 - Napoli 1503), umanista e poeta italiano. Nel 1447 lasciò Perugia, dove aveva compiuto i primi studi, e giunse a Napoli al seguito di Alfonso V d’Aragona; qui perfezionò la propria educazione e si affermò rapidamente tra i circoli degli umanisti sino a raccogliere l’eredità del loro massimo esponente, Antonio Beccadelli detto il Panormita. Esercitò inoltre un’intensa attività diplomatica e cancelleresca e assunse i più alti uffici statali al servizio di Ferdinando I. Nel 1495 l’esercito francese conquistò Napoli, e Pontano stesso trasmise i poteri a Carlo VIII, gesto che, al ritorno degli aragonesi, implicò il suo ritiro dalla vita politica. Fu uno dei maggiori interpreti della cultura umanistica che trovava espressione nella ristretta cerchia dei sapienti raccolti in quell’accademia che avrebbe poi preso il suo nome e di cui fornì un quadro vivacissimo in cinque dialoghi, le sue prose più originali: Charon (1467), descrizione satirica dell’oltretomba; Antonius (1488), celebrazione del Panormita in forma di satira menippea; Asinus (1488), allegoria farsesca; Actius (1499), sulla differenza tra i generi letterari; e Aegidius (1501), di tono più grave, incentrato su tematiche filosofiche. La varietà dei temi affrontati trova riscontro nei trattati etico-politici (De principe, De fortitudine, De magnificentia, De sermone), storici (De bello Neapolitano, Sulla guerra di Napoli), astrologici (De rebus coelestibus, Sugli astri). Si dedicò alla poesia scrivendo, tra gli altri, versi di ispirazione lirico-erotica (Amores, Lyra), tre libri di elegie che celebrano la vita familiare (De amore coniugali) che includono le Neniae, dedicate al figlio, e infine poemetti in esametri di carattere didascalico-scientifico, tra i quali Urania e De hortis Hesperidum (Il giardino delle Esperidi).
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