![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Metrica barbara Nome dato da Giosue Carducci (e poi divenuto corrente) a una forma metrica che tentava di riprodurre nel sistema sillabico-accentativo italiano la poesia greco-latina basata sulla quantità (vedi Piede), in modo che alla sequenza classica di vocali lunghe e brevi corrispondesse la combinazione tra toniche e atone. Carducci chiamò 'barbare' le sue Odi perché sarebbero suonate 'barbare', cioè 'straniere', agli orecchi degli antichi. L'influsso esercitato dalla metrica classica sulla metrica moderna risale all'Umanesimo e continuò fino all'Ottocento. Il vero iniziatore della metrica barbara fu Gabriello Chiabrera, che imitò le strofe e i ritmi della lirica di Orazio combinando vari versi. Altri (Paolo Rolli, Giovanni Pascoli e soprattutto Carducci) perfezionarono quel tentativo. La novità di Carducci sta nelle soluzioni trovate per la resa dell'esametro e del distico, oltre che nella sperimentazione di metri non solo oraziani. Per l'esametro egli combinò il settenario o il quinario con il novenario, oppure l'ottonario e il settenario e altro ancora; di solito rese il pentametro con un doppio settenario piano o con un quinario più un settenario piano.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |