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Risultati di Windows Live® Search Ottava rima Strofa composta di otto endecasillabi tutti rimati, di cui i primi sei a rima alternata e gli ultimi due a rima baciata, secondo lo schema ABABABCC. Detta anche 'stanza', l’ottava rima è il metro caratteristico della poesia narrativa e dei poemi cavallereschi in particolare, ma viene impiegata anche nelle sacre rappresentazioni e nella lirica. L’invenzione dell’ottava è attribuita a Giovanni Boccaccio (in questo caso sarebbe derivata dalla stanza della canzone) o ai cantari (l’origine sarebbe, in quest’altro caso, la ballata attraverso la lauda): i testi più antichi in ottave sono il Filocolo (1336-38 ca.) di Boccaccio e il Cantare di Florio e Biancofiore, rielaborazione in volgare italiano – di poco anteriore al Filocolo – di un anonimo cantare del XII secolo scritto in antico francese. Codificata come metro del poema epico di tema cristiano da Matteo Maria Boiardo, l’ottava raggiunse la sua forma ideale con Ludovico Ariosto, che nel Furioso seppe adattarla con straordinaria eleganza alla pluralità dei moduli espressivi del poema, in una mirabile completezza di spazi e di tempi, di parole e di suoni. Fu altresì utilizzata da Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata.
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