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Topos

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Topos In letteratura, motivo ripreso con frequenza dagli scrittori e dunque ricorrente e stereotipato insieme. Fu il critico tedesco Ernst Robert Curtius a utilizzare il termine greco topos (che significa “luogo”) per indicare il “luogo comune” in letteratura. Esso può essere tipico di un’opera, di uno scrittore, o della configurazione culturale di un’epoca.

La tradizione letteraria ripropone tutta una serie di topoi, capaci di conservare elementi costanti pur nella rinnovata varietà. Ad esempio, il paesaggio idillico in cui Angelica nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto trova riposo e protezione dopo una lunga e agitata fuga riprende il topos del “locus amoenus”, cioè del luogo naturale e insieme ideale che consola l’animo. Questo motivo è ripreso variamente da Torquato Tasso e dilaga nell’Arcadia, che ripropone di continuo descrizioni di luoghi idillici associabili a una sorta di Eden.

Un altro luogo comune è, in un sistema narrativo, il rovesciamento della situazione, che produce l’inatteso e il paradossale, ma secondo moduli canonici.

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