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Similitudine (letteratura)

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Similitudine (letteratura) Figura retorica che agisce sul piano dei significati e rende più chiaro un concetto o più evidente un’immagine, stabilendo un confronto con altro concetto o altra immagine attraverso connettivi quali “come”, “così... come”, “simile a”, oppure verbi quali “pare”, “sembra”. La similitudine è un traslato perché implica lo spostamento e l’avvicinamento di parole che appartengono ad ambiti semantici diversi. Esempio: “Lasciatemi così / come una / cosa posata / in un angolo / e dimenticata” (Giuseppe Ungaretti, Natale). Se si abbrevia la similitudine togliendo l’elemento connettivo, si ottiene la metafora: “Cesare è infido come una serpe”; “Cesare è una serpe”.

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