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Metz, Christian

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Metz, Christian (Béziers 1931 - Parigi 1993), semiologo e storico del cinema. Dopo studi in lettere classiche e linguistica, a metà degli anni Sessanta scrisse alcuni saggi strutturalisti sul cinema, che risentono della lezione critica di Roland Barthes. Seguirono Semiologia del cinema (1968) e La significazione nel cinema (1972), vere “grammatiche” sistematiche e scientifiche, che analizzano il linguaggio filmico e i suoi codici, leggi, figure, con particolare attenzione al problema della narrazione nella pellicola di finzione.

In Linguaggio e cinema (1971) Metz propose una fondazione scientificamente avanzata della semiologia applicata al mondo delle immagini in movimento. Con la crisi dello strutturalismo e in seguito alla diffusione dei metodi antropologici di Jacques Lacan, la sua ricerca si spostò sul terreno psicoanalitico, giungendo all’analisi del rapporto tra lo spettatore e la macchina-cinema come fenomeno di fascinazione (attraverso meccanismi di identificazione speculare, voyeurismo e feticismo) e prendendo in considerazione le nozioni di testualità e scrittura: questa seconda parte della sua opera culmina nella pubblicazione di Cinema e psicanalisi. Il significante immaginario (1977). Tra le altre opere, si ricordano Essais sémiotiques (1977), L’enunciazione impersonale o il luogo del film (1991).

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