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Introduzione; Categorie e punteggi; Le origini; Il campionato a girone unico; Il dopoguerra; Dagli anni Settanta a oggi
Campionato italiano di calcio Principale torneo di calcio in Italia. Attualmente il campionato italiano si articola in tre divisioni professionistiche: Serie A, Serie B e Serie C.
Partecipano al campionato di Serie A diciotto squadre che si incontrano fra di loro in gare di andata e ritorno. Al termine delle gare di campionato, la squadra che ha totalizzato il maggior numero di punti è proclamata campione d’Italia e per un anno porta lo scudetto tricolore sulle maglie (istituito dalla Federazione prima che iniziasse il campionato 1924-25). Le ultime quattro squadre retrocedono in Serie B, sostituite dalle prime quattro classificate nella serie cadetta e destinate alla promozione nella serie maggiore. A partire dal campionato 2003-2004, le squadre iscritte alla Serie B sono ventiquattro: le ultime quattro classificate retrocedono in Serie C1. In precedenza erano venti; la decisione della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) di ampliare la rosa delle partecipanti al torneo cadetto inserendovi quattro squadre promosse “per meriti sportivi” (Catania, Fiorentina, Genoa e Salernitana) ha suscitato numerose polemiche. La Serie C si articola in due divisioni, C1 e C2. La Serie C1 a sua volta si suddivide in due gironi di diciotto squadre l’uno: le prime classificate dei due gironi vengono subito promosse in Serie B; le seconde, le terze, le quarte e le quinte accedono ai play-off (incontri a eliminazione diretta che designano le altre due squadre promosse in Serie B). L’ultima squadra classificata di entrambi i gironi retrocede in Serie C2, mentre le quattordicesime, le quindicesime, le sedicesime e le diciassettesime si scontrano nei play-out (retrocedono in C2 le due formazioni sconfitte in ogni girone). La Serie C2 si suddivide invece in tre gironi di diciotto squadre l’uno: la prima classificata di ogni girone viene automaticamente promossa in C1 mentre per le altre squadre vale lo stesso sistema dei play-off e dei play-out descritto per la C1. Le classifiche vengono compilate assegnando tre punti per la vittoria e un punto per i pareggi. Esiste anche un altro criterio di valutazione del rendimento delle squadre: la cosiddetta “media inglese”, nota anche come media scudetto; essa attribuisce particolare importanza al “fattore campo”, basandosi sull’ipotesi che una squadra, per puntare al primato in classifica, debba vincere le partite che disputa sul proprio terreno e riuscire per lo meno a pareggiare negli incontri in trasferta. La media inglese prevede infatti: nessun punto per la vittoria sul proprio terreno e per il pareggio in trasferta; un punto per la vittoria in trasferta; la sottrazione di un punto per il pareggio interno e per la sconfitta esterna; la sottrazione di due punti per la sconfitta subita in casa.
Il primo campionato italiano ebbe luogo nel 1898: vi parteciparono quattro squadre e si svolse in una sola giornata; vinse il Genoa. Era l’8 maggio e si giocò su un campo alla periferia di Torino, nella zona di Porta Susa. A meno di due mesi dalla fondazione della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) avvenuta il 15 marzo (il primo presidente fu il professor Luigi D’Ovidio) si disputava davanti a un pubblico di cinquanta persone il primo campionato a cui parteciparono il Football Club Torinese, il Football Internazionale di Torino, la Società Ginnastica di Torino e il Genoa Club. Numerosi giocatori di quelle squadre erano di nazionalità inglese, poiché furono gli anglosassoni a diffondere la passione per il calcio tra gli italiani dell’area portuale genovese e degli ambienti commerciali e studenteschi di Torino e Milano. La premiazione dei vincitori avvenne la sera stessa presso la Trattoria del Velocipedista e vi presero parte tutti i protagonisti di quella prima edizione del campionato di calcio, dopo aver versato 5 lire a testa quale quota di partecipazione. I giornali non diedero particolare rilievo a quell’avvenimento, che sarebbe invece passato agli annali della storia non solo sportiva del paese. La prima squadra campione d’Italia fu quindi il Genoa, erede del Genoa Cricket and Athletic Club, nato il 7 settembre 1892 grazie all’iniziativa di un gruppetto di uomini di affari inglesi appartenenti alla folta colonia britannica presente per motivi commerciali nel capoluogo ligure. Nella dizione stessa della nuova società sportiva mancava ancora il termine football, ma nel 1896, i soci inglesi decisero di inserire tra le attività del loro club anche il calcio che stava conoscendo un enorme sviluppo nel loro paese. Nello stesso anno il dottor Spensley, un medico inglese appena arrivato a Genova, diede vita alla squadra di football, della quale Spensley stesso divenne il capitano. Negli anni seguenti, dopo altri successi della squadra ligure e quindi di Milan, Juventus, Pro Vercelli e Inter, la partecipazione si fece più massiccia, data l’aumentata popolarità del calcio. Oltre alle società già citate, si aggiunsero al libro d’oro del campionato squadre provinciali (allora in grado di competere con le grosse squadre per le modeste spese di organizzazione che l’attività calcistica richiedeva) come la Novese, di Novi Ligure, e il Casale, mentre dal 1925 in poi si affermarono anche Bologna e Torino. Nel 1909, intanto, il campionato si avvaleva per la prima volta di arbitri ufficialmente riconosciuti; sino all’estate di quell’anno le partite venivano dirette dal dirigente di una delle due società contendenti, creando a volte situazioni di dubbia correttezza. Nel 1913, due anni prima dell’interruzione del campionato a causa della prima guerra mondiale, per la prima volta il torneo venne allargato alle squadre del Sud, introducendo anche tre gironi dell’Italia centro-meridionale.
La vera e propria storia del campionato italiano comincia con l’istituzione del torneo a girone unico, la cui prima edizione si svolse nel 1929-30 con la partecipazione di diciotto squadre (il numero oscillò in seguito tra le sedici e le ventuno sino a tornare ai giorni nostri a diciotto). Vinse l’Ambrosiana-Inter, ma dall’anno seguente iniziò la lunga supremazia della Juventus, campione per cinque anni consecutivi grazie a una squadra composta da campioni come il portiere Giampiero Combi, i difensori Virginio Rosetta, Umberto Caligaris e Luisito Monti e gli attaccanti Raimundo Orsi e Felice Placido Borel. Nel 1932 gli italiani ascoltarono per la prima volta la radiocronaca di una partita di calcio: fu la prima trasmissione con la voce di Niccolò Carosio che commentò il derby tra Juventus e Torino. All’egemonia juventina fece seguito, a partire dalla metà degli anni Trenta, un periodo in cui a dominare furono il Bologna (quattro vittorie in campionato) e l’Ambrosiana-Inter (due vittorie). Furono gli anni in cui il calcio italiano dominava la scena internazionale: gli azzurri vinsero la Coppa del Mondo nel 1934 in Italia e nel 1938 in Francia, successi inframmezzati dall’oro al torneo olimpico di Berlino nel 1936. Nel 1939 apparvero per la prima volta i numeri sulle maglie a contraddistinguere i giocatori dall’1, il portiere, all’11, generalmente l’ala sinistra. Poi, tra le difficoltà della guerra, il campionato proseguì con un solo anno di interruzione, il 1943-44. Nel 1941-42 la Roma ottenne il suo primo scudetto, mentre il Torino si impose l’anno seguente dando inizio a un eccezionale ciclo di successi e contribuendo con i propri giocatori, a partire dal capitano Valentino Mazzola, al rilancio della nazionale italiana. Purtroppo, l’intera squadra scomparve tragicamente nella sciagura aerea di Superga, il 4 maggio 1949.
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