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Campionato italiano di calcio

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Calcio: Campionato italiano di serie ACalcio: Campionato italiano di serie A
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Il dopoguerra

Nel 1946 venne inaugurato con nome di Sisal (acronimo di Sport Italia Società A responsabilità Limitata) il concorso pronostici che due anni dopo prese l’attuale denominazione di Totocalcio. Questo ente si trasformò nel giro di breve tempo in fonte di sostentamento dell’intero sport italiano, poiché una cospicua parte degli incassi tuttora viene girata ogni settimana al CONI per il mantenimento delle federazioni sportive. La prima schedina costava trenta lire a colonna.

Frattanto, nel 1949, la federazione aveva consentito il tesseramento di giocatori stranieri; ciò migliorò notevolmente il tono dello spettacolo calcistico grazie all’apporto di giocatori come gli scandinavi Gunnar Gren, Gunnar Nordahl, Nils Liedholm, Lennart Skoglund, Kurt Hamrin, Harald Nielsen; i sudamericani Juan Alberto Schiaffino, Julinho, Omar Sivori, José Altafini, Amarildo e i tedeschi Karl-Heinz Schnellinger e Helmut Haller, che con il loro esempio favorirono la crescita del livello tecnico del nostro calcio.

A partire dagli anni Sessanta ottimi talenti si affacciarono alla ribalta del calcio nazionale e internazionale, da Gianni Rivera a Sandro Mazzola, da Mario Corso a Gigi Riva, da Giacinto Facchetti a Giacomo Bulgarelli. Il Milan di Gipo Viani e Nereo Rocco e l’Inter di Helenio Herrera vinsero per due volte a testa la Coppa dei Campioni.

Nel 1964, per la prima volta da quando il campionato è a girone unico, lo scudetto venne assegnato attraverso uno spareggio resosi necessario per la parità di punti in testa alla classifica tra il Bologna, allenato da Fulvio Bernardini, e l’Inter; sul campo neutro dello stadio Olimpico di Roma il Bologna prevalse con il risultato di 2-0. Ma nello stesso periodo, in seguito alle disastrose sorti occorse alla nazionale italiana nei Campionati mondiali del 1966 in Inghilterra (eliminazione da parte della snobbata rappresentativa della Corea del Sud), la federazione pose il veto all’ulteriore acquisto di giocatori stranieri.

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Dagli anni Settanta a oggi

Le solite “grandi”, vale a dire Juventus, Milan e Inter, continuarono ad alternarsi nella vittoria del campionato: eccezioni furono le vittorie, rispettivamente nel 1970 e nel 1974, di squadre come Cagliari e Lazio, entrambe al loro primo scudetto. In seguito dominò la scena, per circa un decennio, la Juventus, con Giampiero Boniperti come presidente, Giovanni Trapattoni come allenatore e forte di campioni come Roberto Bettega, Dino Zoff, Antonio Cabrini, Marco Tardelli e in seguito Paolo Rossi, Michel Platini e Zbignew Boniek.

La successiva riapertura delle frontiere agli stranieri portò in Italia fuoriclasse come Paulo Roberto Falcao, con il quale la Roma vinse il suo secondo scudetto (1982-83), Diego Maradona che fece vincere nella stagione 1986-87 al Napoli il primo scudetto della sua storia (vittoria ribadita poi nel 1989-90) o come gli olandesi Ruud Gullit, Marco Van Basten e Frank Rijkaard che furono determinanti nella conquista dei successi italiani e mondiali del Milan, allenato prima da Arrigo Sacchi e successivamente da Fabio Capello.

Nella stagione 1990-91 la Sampdoria di Genova, guidata dal tecnico slavo Vujadin Boskov e grazie ai gol di Gianluca Vialli e Roberto Mancini, conquistò il suo primo titolo nazionale. In anni più recenti la Juventus, sotto la guida di Marcello Lippi, tornò a posizioni di vertice, conquistando tre scudetti (1994-95, 1996-97, 1997-98) e una Coppa dei Campioni (1996). Nelle stagioni successive il torneo si risolse quasi sempre nelle giornate conclusive, dopo appassionanti rimonte: nel 1999 il Milan ebbe la meglio sulla Lazio, a lungo dominatrice della classifica; mentre l’anno seguente proprio i biancazzurri beffarono all’ultima giornata la Juventus.

Nel 2001 la Roma, pur avendo condotto la classifica durante l’intero campionato, conquistò lo scudetto con due soli punti di vantaggio sulla Juventus. L’anno successivo la situazione si invertì: in un finale di stagione al cardiopalma, con un punto di vantaggio sulla Roma e due sull’Inter la Juventus si aggiudicò il titolo 2001-2002 nell’ultima giornata di campionato. Sempre i bianconeri vinsero lo scudetto 2002-2003 con due giornate d’anticipo, confermando l’ottimo stato di forma che aveva sostenuto la squadra soprattutto nel girone di ritorno. Il campionato 2003-2004 venne conquistato invece dal Milan, a coronamento di un ciclo positivo che aveva visto i rossoneri aggiudicarsi la Champions League nel 2003. Fu nuovamente la Juventus, sotto la guida di Fabio Capello, a vincere il campionato 2004-2005.

Al termine della stagione 2005-2006 il mondo del calcio italiano è stato sconvolto dallo scandalo di “Calciopoli” in cui sono rimaste coinvolte a vario titolo e livello diverse squadre, tra cui Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina. Le indagini hanno interessato alti dirigenti di club e molti esponenti dell’ambiente federale e arbitrale, rivelando l’esistenza di una rete di rapporti finalizzata a pilotare i risultati delle partite principalmente a favore della Juventus.

Ne è emerso un quadro di forte inquinamento della regolarità del campionato, e la giustizia sportiva ha comminato numerose sanzioni. La posizione più grave è risultata quella della Juventus, che si è vista retrocedere in serie B con 17 punti di penalizzazione per il campionato 2006-2007, ridotti successivamente a 9 in sede di arbitrato. Sono invece rimasti in serie A ma con diverse penalizzazioni il Milan (che ha iniziato il campionato 2006-2007 con un handicap di 8 punti), la Lazio (11 punti di penalizzazione, ridotti a 3 in sede di arbitrato), la Reggina (15 punti di penalizzazione, ridotti in seguito a 11) e la Fiorentina (19 punti di penalizzazione, ridotti poi a 15). Ulteriori conseguenze di “Calciopoli” sono state la revoca alla Juventus dello scudetto 2004-2005, che non è stato riassegnato, e l’assegnazione all’Inter dello scudetto 2005-2006 nonostante la Juventus avesse terminato il campionato al primo posto.

Dopo il titolo ottenuto a tavolino, nella stagione 2006-2007 l’Inter ha dominato il torneo, vincendo lo scudetto con cinque giornate di anticipo e un larghissimo margine (oltre venti punti) sulle inseguitrici. Il campionato 2007-2008, combattuto sino all’ultima giornata, ha visto nuovamente primeggiare l’Inter con tre punti di vantaggio sulla Roma.

La Juventus resta la società maggiormente blasonata, avendo conquistato 27 scudetti, seguita dal Milan a quota 17 e dall’Inter a 16. I giocatori più titolati sono Virginio Rosetta (due scudetti con la Pro Vercelli e sei con la Juventus), Giovanni Ferrari (cinque con la Juventus, due con l’Ambrosiana-Inter e uno con il Bologna) e Giuseppe Furino (tutti con la Juventus), tutti vincitori di ben otto scudetti; gli allenatori più vincenti si sono rivelati Giovanni Trapattoni, con sette campionati conquistati (sei con la Juventus e uno con l’Inter), il medico inglese James Spensley, con sei trionfi con il Genoa delle origini, e Fabio Capello, vincitore di quattro scudetti sulla panchina del Milan e di uno su quella della Roma. Il cannoniere di tutti i tempi resta Silvio Piola, autore di 274 reti fra il 1930 e il 1954.

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