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Sci nordico

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Sci di fondo: Campionati e Coppa del MondoSci di fondo: Campionati e Coppa del Mondo
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Introduzione

Sci nordico Locuzione che raggruppa le specialità dello sci che non riguardano la discesa, vale a dire la discesa libera, lo slalom speciale, lo slalom gigante e il supergigante (per i quali vedi Sci alpino) e che fa riferimento ai paesi del Nord Europa presso i quali, per motivi anche geografico-sociali, sono nate queste discipline.

Le specialità agonistiche dello sci nordico si dividono in: gran fondo, su distanze di 50 km (uomini) e 30 km (donne); fondo, di 15 e 30 km per gli uomini e 5 e 10 km per le donne; staffetta, a tre o quattro concorrenti ciascuno dei quali compie frazioni di 8 o 10 km (uomini) e 5 km (donne); salto dal trampolino, corto (70 e 90 m) e lungo (90 e 120 m), con voli che vanno da 120 a 180 m; combinata nordica, composta da gare di fondo e di salto; biathlon, che include gare di 10 km sprint (7,5 per le donne), 20 km (15 km per le donne ), staffetta, e tiro a segno con carabina. Tranne il salto, tutte le discipline dello sci nordico sono gare contro il tempo; i concorrenti partono distanziati tra loro con un intervallo di 30 secondi.

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Attrezzatura

Le diverse caratteristiche delle competizioni impongono anche una diversa attrezzatura. Gli sci necessari per il salto sono piuttosto larghi (oltre i 10 cm), mentre quelli per il fondo non superano i 6 cm, un tempo tutti in legno (di frassino o di betulla) e privi di laminature. Lo sci di fondo deve essere elastico, resistente e, nello stesso tempo, leggero; da diversi anni, per rendere lo sci più veloce, lo si costruisce in plastica con le stesse solette dello sci da discesa. Il peso dello sci va in genere calcolato con l’attacco, che è leggerissimo e varia da kg 1,05 a 1,50 e arriva a kg 2 per gli sci da turismo.

Lo sci presenta una punta leggermente più larga, specie in quelli in legno, a forma di spatola; nel centro invece è più stretto e si riallarga ancora in coda per favorire la tenuta. Ha inoltre una buona curvatura centrale, che serve per distribuire nel giusto modo il peso su tutto lo sci. La lunghezza può variare secondo il peso e la capacità tecnica del praticante. Saranno più corti per i meno bravi, più lunghi per gli atleti e per gli sciatori più alti: la media si aggira comunque sui 180-210 cm. Per la donna, la misura media è leggermente inferiore.

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Sci di fondo

Le prove di fondo, gran fondo e relative staffette differiscono dalle gare alpine per il tracciato, che è misto, ovvero si compone prevalentemente di percorsi in piano, con brevi tratti in leggera discesa o salita. In queste competizioni occorre una notevole resistenza allo sforzo prolungato. Per prevenire incidenti causati dalla durezza di tali prove, la federazione internazionale ha imposto che i concorrenti siano sottoposti prima di ogni gara a un’attenta visita medica.

La tecnica di sciata può essere di tipo classico, ossia a “passo alternato”, in cui la spinta è fornita dall’appoggio della racchetta destra e dallo scivolamento dello sci sinistro e viceversa, in movimento appunto alternato; oppure di tipo skating, ovvero a “passo pattinato”: quest’ultima tecnica, entrata in voga e regolamentata solo a partire dagli inizi degli anni Ottanta, prevede l’uso degli sci come dei lunghi pattini e consente di raggiungere velocità più elevate e un più libero controllo della traiettoria di corsa, non più vincolata, come nella tecnica classica, a scivolare entro i binari tracciati dal passo alternato. Ai Campionati mondiali del 1985, a Seefeld in Austria, la nuova tecnica, molto più redditizia, era stata adottata da tutti i concorrenti. Per preservare dal totale abbandono la tecnica classica, dal gesto atletico più armonioso ed elegante, la Federazione internazionale dello sci ha deciso di introdurre, nelle gare di Coppa del Mondo, Mondiali e Giochi olimpici, prove separate per le due differenti tecniche.

Oltre alle competizioni su distanze stabilite vi sono gare ko-sprint (a eliminazione diretta, con confronti “uno contro uno” fra trentadue atleti: i sedici migliori della classifica e i sedici qualificati) e a staffetta sprint (si disputa su un circuito ad anello con squadre costituite ciascuna da due frazionisti. La partenza è in linea per tutte le squadre partecipanti e ad ogni giro viene effettuato un cambio). Un’ulteriore gara è rappresentata dalla staffetta mista con squadre composte ciascuna di due frazioniste donne e due frazionisti uomini: le prime coprono ciascuna una frazione di 5 km, mentre i secondi coprono una frazione di 10 km. Infine, si segnala per la sua particolare spettacolarità l’inseguimento, una gara composta da due prove distinte da disputarsi in due giorni consecutivi: la prima prova è a cronometro in tecnica classica, mentre la seconda, in tecnica libera, si disputa con partenze date sulle basi delle posizioni e dei distacchi acquisiti nella prima prova.

Gli eventi agonistici principali dello sci di fondo sono i Giochi olimpici invernali e i Campionati del Mondo, che si alternano a distanza di due anni, oltre naturalmente alla Coppa del Mondo, che ogni anno scandisce con i suoi appuntamenti (circa una decina di gare per ogni specialità) la stagione sportiva da novembre a marzo. Le nazioni tradizionalmente più forti nello sci di fondo sono quelle scandinave, i paesi baltici, la Russia e l’Italia.

Ricordiamo, tra i personaggi che hanno fatto la storia più recente dello sci di fondo, gli svedesi Gunde Svan e Torgny Mogren, il kazako Vladimir Smirnov, il finlandese Herni Kirvesniemi, il norvegese Bjørn Daehlie e, tra gli italiani, Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Silvio Fauner, Giorgio Di Centa (medaglia d’argento nella staffetta 4x10 alle Olimpiadi di Salt Lake City nel 2002 e oro nella 50 km e nella staffetta 4x10 km a quelle di Torino del 2006) e Pietro Piller Cottrer (oro olimpico, sempre nell’edizione torinese dei Giochi, nella staffetta 4x10 km e oro nella 30 km); tra le donne, le russe Elena Vjalbe e Larissa Lazutina, avversarie storiche delle azzurre Manuela Di Centa, Stefania Belmondo e Gabriella Paruzzi (medaglia d’oro nella 30 km a tecnica classica alle Olimpiadi di Salt Lake City del 2002 e medaglia di bronzo nella staffetta 4x5 km a quelle di Torino del 2006).

Oltre agli appuntamenti agonistici classici della stagione di Coppa del Mondo (come Falun in Svezia, Lahti in Finlandia, Zakopane in Polonia, Val di Fiemme in Italia), sono entrati nella leggenda dello sci di fondo gare di lunga resistenza, aperte anche agli amatori, come la svedese Vasaloppet o la Marcialonga, che si svolge tra le valli trentine di Fiemme e di Fassa, e che annoverano alla partenza un elevatissimo numero di concorrenti.

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Salto con gli sci

Il salto è una specialità a sé, che richiede grande coraggio ed eccezionale forza di gambe per resistere al momento dell’atterraggio dopo il volo. Il salto avviene dal trampolino, costituito da una pista di lancio e da una zona di atterraggio. La distanza del salto si misura dal dente del trampolino al punto in cui lo sciatore prende terra con gli sci: la prestazione viene valutata da una giuria in base alla lunghezza del salto e allo stile dell’insieme del volo. Nel salto con gli sci spiccano per una lunga tradizione di successi, oltre agli atleti scandinavi, anche i tedeschi e gli austriaci.

La combinata fondo-salto comprende una gara di fondo sui 15-20 km e una prova di salto. La classifica finale è a punti, in base ai piazzamenti ottenuti dagli atleti nelle singole competizioni.

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