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Risultati di Windows Live® Search La Ronda Rivista letteraria fondata a Roma nel 1919 da Vincenzo Cardarelli, che vi ebbe un ruolo direttivo, Riccardo Bacchelli, Emilio Cecchi, Antonio Baldini, Bruno Barilli, Lorenzo Montano e Aurelio E. Saffi. Al pittore Armando Spadini si deve il tamburino giacobino disegnato per la copertina. L’ultimo numero, del dicembre 1922, uscì posticipato di un anno; recava la data del dicembre 1923 e la dicitura “numero straordinario”. La rivista proponeva programmaticamente un ritorno al classicismo in opposizione allo sperimentalismo delle avanguardie che aveva imperato prima della guerra. Punti di riferimento erano Petrarca, Manzoni e Leopardi; quest’ultimo, in particolare, fu preso a modello per la prosa delle Operette morali, giudicata classica e al tempo stesso moderna. Per la “prosa d’arte” rondista (una prosa lirica, preziosa) venne privilegiata la poetica del frammento, mentre il romanzo fu ritenuto un genere troppo compromesso con l’industria culturale. Lo scrittore doveva essere distaccato da ogni impegno di carattere politico o sociale e l’arte era vista come un esercizio volto al piacere di una cerchia ristretta di privilegiati. Alla 'Ronda' collaborarono, tra gli altri, i pittori 'metafisici' Carlo Carrà, Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, i filosofi Vilfredo Pareto e Adriano Tilgher, gli scrittori stranieri Jacques Rivière e Gilbert Keith Chesterton, gli italiani Ardengo Soffici e Giuseppe Raimondi, il critico d’arte di formazione crociana Alfredo Gargiulo.
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