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Risultati di Windows Live® Search Solaria Rivista letteraria fondata nel 1926 a Firenze da Alberto Carocci, che ne fu anche direttore. Dal 1929 al 1930 alla direzione si aggiunse Giansiro Ferrata, e dal 1930 al 1933 Alessandro Bonsanti. Vi collaborarono scrittori di diversa impostazione, in parte provenienti dal rigorismo formale della 'Ronda' come Emilio Cecchi e Riccardo Bacchelli, in parte dall'esperienza dell'impegno morale del gobettiano 'Baretti' come Giacomo Debenedetti, Eugenio Montale, Sergio Solmi. Intervennero sulla rivista anche Carlo Emilio Gadda, Giacomo Noventa, Nicola Chiaromonte, Umberto Morra e scrittori giovani come Elio Vittorini e Natalia Ginzburg. Peculiarità di 'Solaria' fu l'attenzione alla letteratura europea, e in particolare alla narrativa, in un periodo di forte chiusura culturale dettata dal fascismo. Sulla rivista furono tradotti e recensiti Marcel Proust, Paul Valéry, André Gide, André Malraux, Rainer Maria Rilke, Franz Kafka, James Joyce, Thomas Mann, Vladimir Majakovskij, Thomas Stearns Eliot. Uscirono importanti numeri monografici su Umberto Saba (1928), Italo Svevo (1929) e Federigo Tozzi (1930), e alla rivista furono affiancate le 'Edizioni di Solaria', in cui comparvero opere di Salvatore Quasimodo, Cesare Pavese e Saba oltre che di Emilio Gadda ed Elio Vittorini. Dal 1930 in poi si accentuò l'esigenza di una letteratura radicata nel presente e legata a tematiche civili e sociali. Nel 1934 alcuni numeri vennero sequestrati dalla censura fascista, tra cui quello contenente Il garofano rosso, il primo romanzo di Vittorini. L'ultimo numero uscì nel 1936.
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