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Risultati di Windows Live® Search Il Menabò Rivista di letteratura fondata nel 1959 a Torino da Elio Vittorini e Italo Calvino. Ne uscirono dieci numeri con periodicità irregolare, fascicoli perlopiù monografici che affrontavano in profondità problemi anche politici e sociologici, tutti fortemente inseriti nel dibattito culturale di quegli anni, in cui si sentiva ormai esaurita la spinta propulsiva del neorealismo: il primo numero fu dedicato a La letteratura di guerra, il secondo e il quinto allo Sperimentalismo, con particolare attenzione alla neoavanguardia, il terzo a La 'ragione dialettale', il quarto a Letteratura e industria, il nono a Letteratura e storiografia. Vi scrissero tra gli altri Elio Pagliarani ed Edoardo Sanguineti, dando inizio al dibattito che li avrebbe portati alla costituzione del Gruppo 63. La rivista accolse anche testi di Lucio Mastronardi, Roberto Roversi, Pier Paolo Pasolini e Amelia Rosselli. Il settimo numero, col titolo di Gulliver, fu un tentativo di aprire l’esperienza del “Menabò” al dibattito internazionale e di riunire gli esponenti della cultura progressista di tutta Europa; vi aderirono autori quali Roland Barthes, Hans Magnus Enzensberger, Jean Starobinski, Günter Grass. L’ultimo numero uscì nel 1967, un anno dopo la morte di Vittorini, con un’edizione speciale a lui dedicata.
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