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Febbre dell’oro

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Cercatori d’oro, Territorio dello YukonCercatori d’oro, Territorio dello Yukon

Febbre dell’oro Episodio della storia dell’America settentrionale che interessò i territori dell’Ovest degli Stati Uniti dove, tra il 1848 e il 1849, si riversò una massa imponente di cercatori d’oro. La Febbre riprese poi alla fine dell’Ottocento, in Alaska e nel Klondike canadese, dove nel 1896 vennero rinvenute cospicue vene aurifere.

Pressoché contemporaneamente alla firma del trattato Guadalupe Hidalgo (1848), che mise fine alla guerra messicano-americana consegnando agli Stati Uniti gli immensi territori del Sud-Ovest, nel letto dei fiumi e nelle viscere delle montagne della California venne scoperto l’oro. Subito partì un’ondata di cercatori di fortuna, i quali si stabilirono in precari accampamenti sulle montagne californiane per scavare dalle miniere il metallo prezioso o setacciare dai fiumi l’aurea polvere.

La Febbre dell’oro fu il primo, imponente fenomeno sociale degli Stati Uniti: incrementò infatti la popolazione dell’estremo Ovest, portandovi sviluppo e industrie, così che già nel 1850 la California poté entrare a fare parte dell’Unione come nuovo stato. La sua impetuosa crescita avrebbe poi spostato verso il Pacifico e verso il Sud America le attenzioni dello stato federale. San Francisco divenne all’improvviso una febbrile, popolosa città di frontiera, espressione di un mondo in travolgente mutamento.

In fretta, così come era venuta, la Febbre calò. Per varie ragioni. Innanzitutto perché la speranza di acquisire grandi fortune con poco lavoro si rivelò per molti avventurieri una chimera; inoltre, perché le miniere più redditizie passarono ben presto nelle mani di imprese del settore; infine perché il valore complessivo dell’oro fu superato come affare minerario da quello di altri prodotti del sottosuolo, come il carbone, il rame e poi il petrolio.

Una volta passata la Febbre dell’oro, restò di quella stagione una memoria indelebile nello spirito degli americani, che vi lessero il trionfo dell’azione pionieristica, la molla del successo, il caos creativo di comunità disordinate e precarie, allegre e pittoresche, che alimentavano immagini ben diverse da quelle delle austere famiglie di coloni puritani, fino ad allora icona dominante dell’uomo di frontiera.

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