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Risultati di Windows Live® Search Sinistra storica Raggruppamento di deputati italiani che detenne la maggioranza e il governo dal 1876 al 1883, (quando, con la pratica del “trasformismo”, la differenza tra gli schieramenti parlamentari si fece più sfumata), pur mantenendo una forte influenza programmatica e di personale politico anche sui successivi governi fino al 1896. La Sinistra riuscì ad arrivare al potere con Agostino Depretis con la “rivoluzione parlamentare” del 18 marzo 1876, quando per la prima volta fu un voto della Camera, invece di una decisione regia, a far cadere un governo, quello di Minghetti. La svolta fu significativa, in quanto la matrice culturale della Sinistra era mazziniana e garibaldina, in contrasto con quella cavouriana della Destra storica; essa esprimeva le ambizioni modernizzatrici e moderatamente democratiche della borghesia nazionale in formazione, tendente a promuovere la costruzione di una rete ferroviaria, l’allargamento del diritto di voto, la scuola dell’obbligo (legge Coppino del 1877), la moderazione fiscale, la legislazione sociale, ma anche l’ammodernamento delle forze armate e l’avvio di una politica coloniale. Oltre a Depretis, che guidò ben otto ministeri, furono a capo di governi orientati dalla Sinistra Benedetto Cairoli (nel 1878 e 1879, in tre diverse riprese) e Francesco Crispi (1887-1889, in due riprese, e 1893-1896, con l’interruzione del governo della Destra di Rudinì nel 1891). Anche il primo governo Giolitti, nel 1892, può essere considerato di sinistra per i suoi contenuti, benché il suo presidente non avesse alle spalle nessuna delle caratteristiche dei predecessori, a cominciare dalla partecipazione alle lotte risorgimentali, e i membri del ministero non fossero schierati.
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