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Risultati di Windows Live® Search Alamanni Confederazione di tribù germaniche stanziate nella Germania occidentale a partire dal III secolo d.C. Prima della battaglia che li oppose, nel 213, presso il fiume Meno, all’imperatore romano Caracalla non ne esisteva menzione (mai li nomina, ad esempio, lo storico Tacito nella sua opera etnografica Germania del 98 d.C.) e l’ipotesi prevalente è quella che gli alamanni fossero in realtà dei gruppi di svevi migrati verso sud. I loro rapporti con i romani si inasprirono quando varcarono il limes germanico-retico intorno al 260 e occuparono di fatto gli agri decumates, un cuneo territoriale tra Reno e Danubio conquistato dai Flavi. Da allora si fecero frequenti le loro scorrerie verso l’Italia e, soprattutto, nella Gallia orientale, solo temporaneamente arginate dall’imperatore Giuliano l’Apostata nel 357. Dopo essersi stabiliti in Alsazia e nel Palatinato, intorno alla metà del V secolo raggiunsero l’unità politica sotto un re. Fallì invece il loro tentativo di fondare uno stato germanico nella Gallia orientale, frenato nel 496 o 497 da Clodoveo, che aprì la strada alla dominazione dei franchi su di loro, completata nel 536 e durata – con brevissimi intervalli – fino al termine dell’età carolingia. Gli alamanni, governati da duchi locali sottoposti ai re franchi, ma governati da leggi proprie, tra il VII e l’VIII secolo furono pienamente cristianizzati. Solo alla fine dell’impero carolingio si ricostituirono in ducato.
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