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Indoeuropei

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Introduzione

Indoeuropei Gruppo di popoli stanziati anticamente in un'ampia fascia che va dall'Asia occidentale (India, Iran, Asia Minore) fino all'Europa, che parlano lingue derivate da un unico ceppo; rappresentano quindi, secondo i glottologi, una 'famiglia linguistica', senza che si possa in alcun modo parlare di una 'razza indoeuropea'.

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I presupposti linguistici

Sono classificate come indoeuropee le lingue indiane (tra le quali l'antichissimo sanscrito), quelle iraniche, l'armeno, il frigio, il trace, il greco, il macedone, l'illirico, l'osco-umbro (oltre a dialetti italici minori), il latino, le lingue celtiche, germaniche, balto-slave, l'ittito e il tocarico (vedi Lingue indoeuropee). Dalle numerose affinità fonetiche, morfologiche – ma anche sintattiche e lessicali – tra queste lingue, e da quanto conosciamo attraverso la documentazione storica e archeologica sui popoli che le parlavano, si possono individuare alcuni elementi comuni alla loro cultura materiale e spirituale: ciò ha spinto gli studiosi a credere che essi possano derivare da un unico antichissimo popolo o almeno da un insieme di unità tribali affini, della cui lingua originaria, però, nulla si può realisticamente dire; quelle forme linguistiche che i glottologi chiamano 'indoeuropee' niente altro sono che una ricostruzione artificiosa di qualcosa che sia 'minimo comune denominatore' delle lingue indoeuropee storicamente attestate.

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Le ipotesi storiche

I più recenti studi vedono l'ipotetica sede originaria del 'popolo indoeuropeo' nella regione tra la Russia meridionale e il Turkestan, da dove le varie tribù – spinte da motivi di ordine climatico o alimentare – avrebbero iniziato a sciamare in cerca di altre terre più adatte alla soddisfazione dei loro bisogni: i tempi e i modi delle loro migrazioni furono assai diversi, ma è sensato credere che dovettero iniziare verso il 3000 a.C. Durante i loro movimenti, esse dovettero scontrarsi con popolazioni indigene preesistenti (è questa la storia delle origini di molti dei popoli le cui lingue sono state sopra menzionate), imponendo però non solo la loro presenza, ma anche la loro superiore cultura materiale e spirituale.

Gli indoeuropei, infatti, praticavano la pastorizia (allevavano i buoi, le pecore, le capre, ma conoscevano anche il cavallo), una rudimentale agricoltura, la filatura e la tessitura e, soprattutto, la fabbricazione di vasi d'argilla (interessante è un modello di bicchiere campaniforme reperito in varie parti d'Europa, indizio forse di una delle più antiche migrazioni indoeuropee) e di oggetti di pietra, e rame e pietra (tra i quali l'ascia da guerra). La loro religiosità aveva al centro una divinità urania, e cioè un dio supremo luminoso con caratteristiche che saranno poi proprie, ad esempio, dell'Ahura Mazda dei popoli iranici, dello Zeus greco o del Giove latino; la loro società aveva struttura patriarcale, riconosceva valore alla famiglia e operava una distinzione tra liberi e schiavi.

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