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  • LUIGI RUSSOLO

    MUSEO FLAMINIO BERTONI VARESE . LUIGI RUSSOLO. grafiche disegni dipinti . Liceo artistico A. Frattini dal lunedì al sabato 9.30-13.00 e 14.30-18.30

  • Luigi Russolo

    Luigi Russolo (Portogruaro 1895- Cerro Laveno 1947) conosce Boccioni nel 1909 ed è tra i firmatari del primo manifesto dei pittori futuristi. Nel 1913 il suo interesse si ...

  • Luigi Russolo - Wikipedia

    Luigi Russolo (Portogruaro,  30 aprile   1885 –  Cerro di Laveno,  4 febbraio   1947) è stato un compositore e pittore italiano.

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Russolo, Luigi

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Russolo, Luigi (Portogruaro, Venezia 1885 - Cerro di Laveno, Varese 1947), pittore, compositore e scrittore italiano. Figlio di un organista, che gli trasmise la passione per la musica, si trasferì a Milano nel 1901, formandosi come pittore presso l'Accademia di Brera e facendo pratica di restauro. Nel 1909 conobbe Boccioni e si legò al gruppo dei futuristi, sottoscrivendo nel 1910, con Boccioni, Balla, Carrà e Severini, il Manifesto dei pittori futuristi e La pittura Futurista - Manifesto tecnico. Negli anni successivi partecipò alle esposizioni e alle serate-spettacolo del gruppo: nei suoi dipinti ricorrono le tematiche della città e dell'industria, e soggetti in movimento trattati con una certa tendenza all'astrazione (La rivolta, 1911, Gemeentemuseum, L'Aia; Solidità della nebbia, 1912, collezione Mattioli, Milano; Sintesi plastica del movimento di una donna, 1913, Musée des Beaux-Arts, Grenoble).

A partire dal 1913 Russolo si allontanò progressivamente dalla pittura, dedicandosi piuttosto alla ricerca sulla musica: redasse un manifesto d'avanguardia musicale (L'arte dei rumori) e costruì una macchina produttrice di sonorità, l’“intonarumori”, con la quale eseguì concerti in Italia e all'estero (Londra), spesso tra lo sconcerto e le ire del pubblico. Dopo la guerra, a cui prese parte come volontario, continuò la serie delle esposizioni futuriste e dei concerti, grazie anche a nuovi strumenti da lui inventati (Rumorarmonio, Arco enarmonico). Ricominciò a dipingere a Parigi (1931-32), ma abbandonò nuovamente questa attività quando rientrò in Italia e si stabilì a Cerro di Laveno, dandosi alla speculazione filosofica (ne scaturì il testo Al di là della materia, 1938). Solo negli ultimi anni di vita si riaccostò alla pittura, elaborando uno stile semplificato classico-moderno.

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