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Civiltà

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Introduzione

Civiltà Sinonimo di “progresso” e di “evoluzione” nell’uso comune, nelle scienze storiche e sociali il termine indica l’insieme di elementi materiali, sociali e spirituali che contraddistinguono la vita e la cultura di un popolo, con riferimento a tutta una serie di oggetti e principi: dai costumi alle istituzioni, dalle lingue agli utensili che, nel corso del tempo, hanno dimostrato una maggiore efficacia nel risolvere i problemi connessi alla vita sociale e materiale dell’uomo e che, in virtù di ciò, sono stati da questi diffusi e tramandati. Rientrano, ad esempio, nella civiltà la lingua, la scienza, la tecnologia, i mezzi di trasporto, gli strumenti della comunicazione, della produzione agricola e industriale, l’istruzione, la sanità, il diritto, la politica, il commercio, l’impresa, la burocrazia ecc.

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Usi e significati del termine “civiltà”

Per i latini la civilitas era la comunità organizzata degli abitanti delle città, contrapposta a quelle rurali, meno evolute. A partire da questa interpretazione, gli illuministi francesi intesero con la parola civilisation la manifestazione degli aspetti superiori e più evoluti della convivenza umana. Anche nel corso dell’Ottocento il termine mantenne questa accezione evolutiva e valutativa, riferendosi allo stadio più avanzato di una società.

Con lo sviluppo dell’antropologia culturale, dell’etnologia e della sociologia, questa sfumatura valutativa si venne attenuando e il concetto di civiltà venne sempre più spesso usato come sinonimo di cultura. Alla luce di numerose ricerche empiriche, venne smentita l’idea della trasformazione delle società umane attraverso stadi successivi di “civiltà” e si fece strada la consapevolezza dell’inesistenza, in nessuna società umana, anche nelle più primitive e selvagge, di una modalità di vita completamente “naturale”; in questa visione, ciò che contraddistingue primariamente l’uomo e ogni sua forma di convivenza è la capacità di creare cultura, che finisce per diventare una sua “seconda natura”.

Nella sociologia contemporanea l’uso del termine è caduto progressivamente in disuso perché riassorbito da quello di cultura, in cui rientrano, con la stessa legittimità e senza giudizi valutativi, tutte le manifestazioni e tutti i prodotti dell’attività materiale, sociale e spirituale dell’uomo e, quindi, anche quelli che più tipicamente venivano individuati come “civiltà” di un popolo o di un individuo.

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