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Risultati di Windows Live® Search Agostino di Duccio (Firenze 1418 - Perugia 1481 ca.), scultore e architetto italiano. Attivo soprattutto come scultore, condusse una vita errabonda e lavorò perlopiù lontano dalla sua città, Firenze: ciò spiega la diversità delle sue opere rispetto allo stile del primo Rinascimento fiorentino. La sua prima opera datata con certezza, un rilievo con Storie di san Geminiano per il Duomo di Modena (1442), appare estranea a ogni influenza dello stile di Donatello o di Luca della Robbia, per le figure accalcate in primo piano e l'assenza di sfondi prospettici. Rientrato a Firenze, fuggì a Venezia nel 1446, accusato d'aver trafugato argenterie dalla chiesa dell'Annunziata. Il contatto con la scultura veneziana, ancora tardogotica, fu alla base dell'originale miscela stilistica gotico-classica impiegata nella decorazione a rilievo delle cappelle del Tempio Malatestiano di Rimini (1449-1457), capolavoro dell'artista: malgrado la matrice classica (greca, piuttosto che romana), le figure vi appaiono prive di peso e plasticità, e inserite nella trama grafica determinata dal fluttuare dei panneggi. Notevole l'effetto ornamentale nelle cappelle dei Pianeti, delle Arti Liberali e di Isotta, quest'ultima con i Putti musicanti; il minimo spessore degli intagli ricorda la tecnica donatelliana dello 'stiacciato', utilizzata però con esiti più decorativi che prospettici. Nel 1457-1461, trasferitosi a Perugia, Agostino eresse la facciata dell'Oratorio di San Bernardino, coperta da fitti rilievi (tra essi, Gloria di san Bernardino e Virtù). L'artista fu poi a Bologna (1462-63) e a Firenze (1463-1470), dove ricevette la commissione di statue 'gigantesche' per il Duomo, non eseguite. Dal 1470 lavorò ancora a Perugia, coadiuvato da assistenti: tra le sue ultime opere, si ricordano la Porta di San Pietro (incompiuta) e i monumenti Geraldini del Duomo della vicina Amelia (1476 e 1477).
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