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Risultati di Windows Live® Search Linguaggio del corpo Nel teatro, uso espressivo del corpo (vedi Tecniche del corpo). Una rinnovata attenzione nei confronti dell'impiego del corpo sulla scena caratterizzò fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la riflessione sul teatro, il mimo e la danza. Fondatore del mimo moderno fu Etienne Decroux, formatosi alla scuola del Vieux-Colombier di Jacques Copeau, dove seguì corsi di improvvisazione silenziosa con le maschere. Sostenitore del mimo corporeo come linguaggio autonomo, Decroux considerò più importante, come strumento di espressione non verbale, il tronco rispetto al volto e alle mani. Questi ultimi vengono infatti utilizzati quotidianamente per comunicare, e il loro uso non genera nessun effetto di sorpresa nello spettatore; invece, quando riesce a esprimere idee, sentimenti ed emozioni, il tronco produce nel pubblico 'la doppia impressione del già visto e del non ancora visto a proposito di una stessa cosa'. In questo modo, come ogni vera forma d'arte, anche il mimo non sarebbe semplicemente imitativo, ma darebbe una nuova chiave per vedere la realtà. Fra gli anni Trenta e Quaranta, Decroux mise a punto la sua metodologia del mimo: non un insieme di gesti codificati che esprimano ciascuno un significato, ma una serie di tecniche che permettano al corpo di esprimersi. A rivoluzionare i principi di Decroux fu poi il suo allievo Marcel Marceau, che tornò a considerare il viso e le mani mezzi privilegiati per comunicare emozioni e sentimenti, portando il pubblico a immedesimarsi. Il gesto del mimo, sosteneva Marceau, deve essere solenne affinché la sua potenza drammatica produca empatia sul pubblico. Marceau sottolineò il ruolo primario delle mani e delle braccia anche per descrivere i contorni degli oggetti che si vogliono suggerire come presenti. La sua arte recuperò tutti gli ingredienti della pantomima ottocentesca: una storia da raccontare, l'imitazione di persone tipiche, l'introduzione di oggetti e azioni, l'utilizzo di emotività e sentimento. La precisione e l'efficacia drammatica del suo stile portò a una nuova codificazione del gesto in tipologie e significati fissi, come era stato per la Commedia dell'Arte e per altre forme di espressione teatrale popolare, nelle quali il linguaggio del corpo era tuttavia affiancato dalla parola.
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