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Guerre galliche Campagne militari (58-51 a.C.) che portarono Cesare alla completa sottomissione della Gallia a Roma, e che sono a noi note attraverso i Commentarii de bello gallico, il diario di guerra redatto dallo stesso comandante.
Cesare aveva ottenuto, dopo il consolato del 59 a.C., un comando proconsolare straordinario di cinque anni nella Gallia cisalpina e in Illiria, e l'affidamento di tre legioni; successivamente gli vennero assegnate la Gallia Narbonensis e una quarta legione. Il suo intervento armato oltre le Alpi mosse da ragioni difensive, poiché gli attacchi degli elvezi contro gli edui minacciavano da vicino i confini settentrionali dei domini romani (58 a.C.); parato questo pericolo, nello stesso anno dovette ricacciare oltre il Reno le truppe germaniche del re svevo Ariovisto che, potendo contare sull'appoggio delle popolazioni galliche dei sequani e degli arverni, tentava di estendere il suo dominio sulla Gallia. A questo punto le operazioni militari al di fuori dei confini romani si fecero così frequenti da lasciare chiaramente trasparire intenti espansionistici; nel 57 a.C. Cesare condusse una vittoriosa campagna a nord contro i belgi e i loro alleati e l'anno successivo domò i bellicosi popoli atlantici dei veneti e degli aquitani. Stimando che la pacificazione della Gallia – anche se non ancora la sua conquista – fosse ultimata, Cesare nel 55 a.C. passò il Reno per frenare alcune incursioni germaniche, e in due distinte campagne (55 e 54 a.C.) sbarcò in Britannia per punirne l'aiuto dato in precedenza ai popoli gallici della costa atlantica, lasciando le legioni galliche al comando del fedele Labieno: strenua fu la resistenza del re britannico Cassivellauno, domata solo in una battaglia nei pressi del fiume Tamigi. Tra il 54 e il 53 a.C. scoppiarono però diffuse rivolte antiromane in Gallia, tra le quali quella degli eburoni di Ambiorige, che provocò numerose perdite umane; aiuto ai popoli gallici ribelli giungeva nel frattempo dai vicini svevi, che Cesare vanamente inseguì dopo un secondo passaggio del Reno.
La lontananza del comandante, trattenuto a Roma dalla complessa situazione politica, provocò nel 52 a.C. una grande sommossa guidata dal principe arverno Vercingetorige, capo di un'ampia coalizione di tribù della Gallia centrale. Questa durissima, ultima fase bellica si concluse però con il vittorioso assedio di Cesare alla città di Alesia (nel territorio dei mandubi), ove Vercingetorige si era rifugiato. Al termine delle guerre galliche Vercingetorige venne condotto in catene in un trionfo che accrebbe notevolmente la popolarità e il prestigio di Cesare; tutta la Gallia, poi organizzata in quattro diverse province romane da Augusto, era ormai assoggettata a Roma, e i galli vennero rapidamente romanizzati.
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