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Risultati di Windows Live® Search Alcmeonidi Nobile famiglia ateniese, importante soprattutto dal VII al V secolo a.C. Il primo esponente di rilievo fu l’arconte Megacle, che intorno alla metà del VI secolo a.C. riuscì a liberare Atene da Cilone, al potere dopo l’esilio di Pisistrato (556-555 a.C.): Cilone, assediato nell’Acropoli, riuscì a fuggire, mentre i suoi seguaci furono uccisi nonostante si fossero rifugiati in un luogo sacro. Pisistrato, approfittando delle lotte fra gli Alcmeonidi e i partigiani di Cilone, rientrò ad Atene e, dopo averne confiscato i beni, fece espellere dall’Attica l’intera famiglia degli Alcmeonidi, poiché questi si erano resi colpevoli di sacrilegio con l’uccisione dei ciloniani. Gli Alcmeonidi rientrarono in città prima del 525 a.C., anno in cui Clistene, figlio di Megacle, divenne arconte, ma furono di nuovo esiliati da Ippia, figlio di Pisistrato, nel 514 a.C. dopo l’uccisione del fratello Ipparco. Nel 510 a.C., grazie all’aiuto spartano, rientrarono ad Atene e Clistene riuscì, dopo aver vinto la resistenza dei conservatori, a realizzare le riforme democratiche (508 a.C.). Gli Alcmeonidi ebbero dunque la supremazia fino a quando, dopo la vittoria a Maratona contro i persiani (490 a.C.), ripresero la guerra contro Egina con esito sfortunato. Ciò provocò malumore ad Atene e i membri più importanti della famiglia, Megacle, Alcibiade (antenato dell’omonimo generale ateniese) e Santippo, padre di Pericle, fra il 486 e il 484 a.C. furono colpiti da ostracismo. Durante il resto del V secolo, nessun membro della famiglia fu personaggio importante.
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