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Risultati di Windows Live® Search Flamini Nella Roma antica, sacerdoti specificamente addetti al culto di alcune divinità. Particolare importanza avevano i flamini operanti nella città di Roma, facenti parte del collegio dei pontefici, tra i quali si distinguevano tre maggiori e dodici minori. I primi tre sarebbero stati istituiti dal re Numa Pompilio ed erano il flamine di Giove (detto flamen Dialis da divum, 'cielo'), quello di Marte e quello di Quirino, divinità considerate in età arcaica assai importanti: Giove era infatti identificato col cielo e le forze che esso sprigionava, Marte esprimeva la potenzialità guerriera del popolo romano, Quirino era noto anche come Romolo, eroe fondatore della città. Particolare rilievo aveva la figura del flamine Diale, addetto al culto di Giove all'interno del pomerium, che, oltre a possedere requisiti di ordine sociale (ad esempio essere, anche in epoca tarda, di famiglia patrizia), doveva sottostare a un grande numero di tabù: per esempio non poteva compiere lavori manuali, cavalcare, toccare certi cibi o solo pronunziarne il nome, pernottare fuori città per più di due notti consecutive, e, in caso di divorzio, decadeva dalla carica. I dodici flamini minori attendevano al culto di altrettante divinità, soltanto di dieci delle quali conosciamo i nomi: Volturno, Pale, Furrina, Flora, Falacro, Pomona, Vulcano, Cerere, Carmenta, Portumno (vedi Mitologia romana). Bisogna inoltre ricordare che vennero istituiti flamini speciali per gli imperatori divinizzati e che, oltre che nella città di Roma, il flaminato era diffuso nelle diverse comunità locali, come municipia e colonie romane e latine.
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