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Lisimaco

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Lisimaco (Pella, Macedonia 360 ca. - Corupedio, Lidia 281 a.C.), generale di Alessandro Magno e suo successore (fu re della Tracia dal 306 al 281 a.C.). Partecipò al seguito di Alessandro Magno alla spedizione in India dove combatté valorosamente presso il fiume Idaspe (326 a.C.). Dopo la morte di Alessandro (323 a.C.), il suo vasto impero venne diviso dal reggente Perdicca fra i generali macedoni (diadochi): a Lisimaco furono affidati la Tracia e i territori limitrofi, a Eumene di Cardia la Cappadocia, a Tolomeo I l'Egitto e ad Antigono Monoftalmo la Frigia. Questa divisione fu conservata anche dopo la morte di Perdicca (321 a.C.) in base all'accordo di Triparadiso.

Lisimaco, impegnato a rinsaldare il suo potere in Tracia, per qualche tempo non prese parte attivamente alle contese che opponevano gli altri diadochi; solo nel 315 a.C. si alleò con Seleuco I di Siria e con Tolomeo contro Antigono, che aspirava ad avere una posizione di primato sui colleghi, ma che alla fine risultò sconfitto. Nel 311 a.C. si giunse a una pace che confermava la divisione territoriale e che di fatto costituì l'atto di fondazione dei nuovi regni ellenistici nati dalla divisione dell'impero di Alessandro. Lisimaco rafforzò il suo potere in Tracia, fondò una nuova capitale, Lisimachia (309-308 a.C.), e infine, così come gli altri diadochi, assunse nel 306 a.C. il titolo di re. La pace del 311 a.C. era però effimera: infatti Lisimaco e Seleuco intrapresero contro Antigono una nuova guerra, che si concluse a Ipso con la sconfitta e la morte dello stesso Antigono nel 301 a.C.

In seguito alla nuova spartizione delle province, Lisimaco si impadronì della parte settentrionale e occidentale dell'Asia Minore e, dopo una lotta con Demetrio I Poliorcete, figlio di Antigono, nel 285 a.C. occupò anche la Macedonia, la Tessaglia e la Peonia, divenendo così potente da suscitare l'ostilità di Tolomeo e di Seleuco, prima suoi alleati. Seleuco, approfittando del malcontento di alcune città sottomesse a Lisimaco e delle contese familiari, gli mosse contro una guerra che si concluse con la morte dello stesso Lisimaco nel 281 a.C., durante la battaglia di Corupedio. Il suo regno passò dunque a Seleuco.

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