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Risultati di Windows Live® Search Tigrane (140 ca. - 54 ca. a.C.), re di Armenia (95-55 ca. a.C.), figlio di Artavasde, fu messo sul trono dai parti nel 95 a.C. In breve tempo riuscì a consolidare il suo potere conquistando la regione della Sofene a occidente e alleandosi con Mitridate VI Eupatore, re del Ponto, di cui sposò la figlia. Nel 93 a.C. occupò la Cappadocia e pose sul trono il figlio di Mitridate, dopo aver cacciato il re Ariobarzane che, rifugiatosi a Roma, con l'aiuto di Silla riacquistò temporaneamente il potere. Tigrane occupò nell'87-86 a.C. la Partia arrivando fino a Ninive e ad Arbela, e poi nell'83 a.C. la Siria, la Cilicia e la Fenicia. Le sue conquiste gli procurarono molte ricchezze e grande potenza, sottolineata dalla fondazione nel 77 a.C. della nuova capitale Tigranocerta e dal fatto che assunse il titolo di 're dei re'. Tuttavia il suo potere fu effimero: il rifiuto opposto ai romani di consegnare il suocero Mitridate VI, che si era rifugiato presso di lui, lo coinvolse nelle guerre contro Roma. Il generale romano Lucullo nel 69 a.C. passò l'Eufrate e sconfisse prima Mitridate VI e poi Tigrane, espugnando la capitale Tigranocerta. Tigrane riuscì temporaneamente a riprendere il potere fino a che nel 66 a.C. Pompeo Magno gli tolse tutti i suoi territori a eccezione dell'Armenia. Tigrane divenne, fino alla sua morte, un pacifico vassallo di Roma.
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