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Risultati di Windows Live® Search Susa (Persia) Antica e importante città del Khuzistan, nell'attuale Iran occidentale. Dal III fino alla metà del I millennio a.C. Suhsah (in arabo) fu la capitale del regno dell'Elam e si sviluppò combattendo con i vicini stati mesopotamici. Raggiunse l'apice della sua potenza tra il XIII e il XII secolo a.C., ai tempi del re Shutruk-Nahhunte I, che conquistò Akkad, Sippar e Babilonia. Intorno al 1100 a.C. il re babilonese Nabucodonosor I si vendicò distruggendo templi e palazzi della città; nel 640 a.C. Susa fu nuovamente devastata dagli assiri di Assurbanipal. Circa un secolo dopo tornò all'antico splendore come capitale dell'impero achemenide di Dario I che la ricostruì completamente. Nel 331 a.C. venne conquistata da Alessandro Magno, che vi celebrò un grandioso matrimonio tra migliaia di greci e altrettante fanciulle persiane. Sotto i Sasanidi (vedi anche Persia) divenne un rilevante centro di cultura cristiana e per questo fu rasa al suolo dal re Shapur II. I resti archeologici sono perlopiù distribuiti su quattro colline: l'acropoli, che ha restituito la maggior parte dei reperti preistorici del sito; la Città reale, con i quartieri di residenza dei cortigiani e dei funzionari; la Torre degli Artigiani; gli imponenti resti del palazzo di Dario I, dotato di un'enorme apadana (sala delle udienze) e ornato da fregi policromi in mattonelle smaltate che raffigurano gli Immortali (gli arcieri della guardia privata del sovrano) insieme a leoni e animali fantastici. In quest'area furono rinvenute una statua di Dario e due celebri iscrizioni nelle quali il re descrive la costruzione del palazzo, a cui avevano preso parte centinaia di artigiani giunti da ogni parte del mondo. Un altro palazzo, eretto da Artaserse II (404-358 a.C.), è stato scoperto fuori dall'acropoli, presso la sponda del fiume Shaur. Uno dei principali reperti di Susa è il codice di Hammurabi, evidentemente trafugato a Babilonia durante una scorreria elamita.
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