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Risultati di Windows Live® Search Santuario Nelle civiltà antiche, luogo di culto legato a una presenza sacra nel luogo stesso, presenza solo intuita o nota per essersi manifestata (teofania) o consistente in reliquie. Il santuario è un centro di devozione indissolubilmente legato a quel luogo particolare; il suo carattere è differente sia dal tempio, che può sorgere ovunque e necessita di una consacrazione, sia da un luogo sacro naturale (grotta, bosco sacro ecc.). Gli unici elementi necessari per svolgere le funzioni proprie del santuario sono un'area sacra, delimitata fisicamente, e l'altare; a questi si possono aggiungere altre componenti, come il tempio, per custodire l'immagine della divinità, gli edifici connessi con il culto, le offerte. Nel mondo greco il santuario ha dimensioni estremamente varie, a seconda delle funzioni e dell'importanza. Gli elementi essenziali, lo spazio sacro e l'altare, sono sempre presenti, mentre possono mancare tutti gli altri, compreso il tempio, che ha solo la funzione di 'casa del dio', cioè ricovero per la sua immagine. I santuari principali erano quelli panellenici (cioè di tutti i greci), che avevano carattere sovranazionale, essendo riconosciuti da tutte le comunità. Si tratta di quelli di Olimpia (Elide) e di Nemea (Argolide), dedicati a Zeus; di quello di Delfi (Focide), sacro ad Apollo, presso cui era un celebre oracolo; di quello di Isthmia, presso Corinto, consacrato a Poseidone. Oltre a essere centri religiosi, questi santuari ebbero anche un notevole peso politico, soprattutto a livello internazionale e nei rapporti fra le varie comunità greche; vi si svolgevano giochi con cadenza poliennale (ogni due o quattro anni), i più famosi dei quali erano le Olimpiadi, che riunivano atleti e fedeli di tutta la Grecia, tanto che durante il loro svolgimento venivano interrotte le guerre in corso. Esistevano anche santuari a carattere regionale, che attiravano pellegrini da località diverse, come quelli di Zeus a Dodona (Epiro), sede di un antico oracolo, o quello di Epidauro, dedicato ad Asclepio, o quello di Apollo a Delo. Questi due tipi di santuari occupavano vaste superfici; all'interno e all'esterno dell'area sacra, spesso chiusa da un muro, si trovavano edifici monumentali legati alle funzioni e alle cerimonie, come portici per alloggiare i pellegrini, tesori (cappelle delle comunità per custodire le offerte), templi (anche più di uno), teatri, palestre e stadi, dove si svolgevano le gare musicali e atletiche. Grande importanza avevano anche alcuni santuari poliadici (della città), come quello di Artemide a Efeso o l'Eretteo, e quelli dove si svolgevano culti misterici, praticati solamente da iniziati, come a Eleusi (vedi Misteri eleusini) o a Samotracia. In epoca ellenistica si prestò maggiore attenzione all'organizzazione architettonica dei santuari, spesso inseriti scenograficamente nel paesaggio, come a Lindos (Rodi) e a Kos in Grecia, a Palestrina e a Terracina in Italia.
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