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    L'ordine dorico è il primo e il più antico degli ordini architettonici greci, nacque nel Peloponneso e si diffuse nell'entroterra greco e nelle colonie greche in Italia.

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    Glossario Ordini architettonici Ordine architettonico Nell'architettura classica, è un sistema ... Sulla base di tali elementi si distinguono tre ordini greci ( dorico , ionico e ...

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Ordini architettonici greci

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Ordini architettonici greciOrdini architettonici greci
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Introduzione

Ordini architettonici greci In architettura, si definisce “ordine” un organismo composto da elementi collegati fra loro strutturalmente secondo un sistema trilitico e formalmente secondo determinate norme proporzionali e decorative, cioè secondo uno stile. Il sistema strutturale trilitico, o architravato, è composto da un elemento orizzontale, la trave (architrave), posto su due elementi verticali, i piedritti (pilastri, colonne). Le possibilità costruttive offerte da un simile sistema sono limitate, soprattutto relativamente all'altezza degli edifici e all'ampiezza delle coperture, mentre, essendo il sistema composto di elementi uguali e ripetibili, la lunghezza e la larghezza possono essere teoricamente infinite.

Applicati principalmente nel tempio greco, gli ordini si ritrovano anche in altri tipi di edifici, come portici e propilei. L’architetto romano Vitruvio, nel trattato De Architectura, esamina gli ordini greci e italici, descrivendone le forme e analizzando i rapporti proporzionali che ne stanno alla base, secondo regole che al suo tempo (I secolo a.C.) apparivano ormai fisse e normative. Sulla base dell'opera vitruviana gli architetti del Rinascimento (Alberti, Peruzzi, Serlio ecc.) teorizzarono l'impiego degli ordini classici, divenuti cinque: oltre ai tre derivati dall’architettura greca – dorico, ionico, corinzio – furono canonizzati il tuscanico, variante del dorico con colonna non scanalata, ripreso dall’architettura etrusca, e il composito, il cui capitello fonde elementi ionici (volute) e corinzi (foglie d’acanto). Tra XVI e XVII secolo trovò larga applicazione infine la variante detta ordine gigante o colossale, già nota in epoca romana: consiste nell’estensione degli elementi verticali (colonne, pilastri, lesene) degli ordini classici a tutta l’altezza di un edificio a più piani, con effetto unificante sulla decorazione esterna, e risultato “maestoso” (da cui l’ulteriore nome con cui può venire indicata).

In realtà, gli ordini greci sono solamente due: dorico e ionico. Sembra che non ci fossero regole fisse e formule numeriche precise riguardo alle proporzioni degli elementi o alle dimensioni delle piante degli edifici; esistevano combinazioni ricorrenti, numeriche, funzionali e decorative, che caratterizzavano un edificio come dorico o come ionico, ma non vi era una stretta rigidità normativa, tanto che non si hanno mai due templi uguali, pur essendo la struttura dell'edificio di estrema semplicità. La rigorosa canonizzazione presentata da Vitruvio non si ritrova quasi mai negli edifici conservati o ricostruibili; essa va quindi attribuita agli architetti di epoca ellenistica.

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Ordine dorico

L'ordine dorico, dalle caratteristiche totalmente greche, esprime la forza e la potenza delle strutture, pensate plasticamente, come una scultura. Nacque nel Peloponneso e si diffuse in Grecia, in Occidente e in Cirenaica. I più antichi edifici dorici conosciuti sono i templi di Era ad Argo e Olimpia e quello di Apollo a Thermos (Etolia), della seconda metà del VII secolo a.C.

L'alzato dell'ordine si compone dei seguenti elementi: sul basamento (crepìdoma) poggia direttamente la colonna scanalata, senza base e con capitello composto da un elemento circolare convesso (echìno) sormontato da un blocco quadrato (àbaco). Le colonne reggono la trabeazione, formata dall'architrave, dal fregio (composto da elementi verticali scanalati, i trìglifi, e da elementi quadrati lisci o decorati, le mètope) e dalla cornice (géison); quest'ultima, insieme alle due cornici oblique degli spioventi del tetto, forma il frontone, talvolta con timpano decorato.

Gli esempi meglio conservati di templi dorici sono il Partenone e l'Hephaistéion ad Atene, il tempio di capo Sounion e quello di Apollo a Bassae (Arcadia) in Grecia; i templi di Agrigento, Selinunte, Segesta e Siracusa in Sicilia; quelli di Paestum e Metaponto in Magna Grecia. Con l'età ellenistica, quest'ordine venne progressivamente abbandonato.

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Ordine ionico

L'ordine ionico assorbe e rielabora motivi orientali; la ricca decorazione che lo caratterizza nasce dalla struttura architettonica e la esalta, senza appesantirla. Tale ordine si sviluppò nella Ionia e si diffuse in Asia Minore e nelle isole dell'Egeo per tutta l'epoca arcaica, con un periodo di lunga gestazione; il tempio di Era a Samo (inizi dell'VIII secolo a.C.) è uno dei primi esempi. Con l'età classica, venne importato in Attica e rielaborato, per poi essere canonizzato dall'architetto Piteo con la costruzione del tempio di Atena a Priene in Caria (350-330 ca. a.C.) e avere un enorme successo in epoca successiva.

La colonna scanalata ha base modanata e capitello con due volute; regge la trabeazione, formata dall'architrave, dalla fascia a dentelli oppure dal fregio continuo figurato, dal géison; tutti gli elementi sono decorati con diversi tipi di cornici e modanature. Gli edifici più noti in ordine ionico sono i grandiosi templi dell'Asia Minore (dipteri), come l'Artemision di Efeso (una delle sette meraviglie del mondo) e il tempio di Apollo a Didima (vedi Mileto), ma anche due edifici eccezionali come il Monumento delle Nereidi di Xanto e il Mausoleo di Alicarnasso. Ad Atene se ne trovano due esempi elegantissimi, l'Eretteo e il tempio di Atena Nike sull'Acropoli (seconda metà del V secolo a.C.). Di epoca ellenistica è l'Altare di Zeus a Pergamo.

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Capitello corinzio

Il corinzio non è propriamente un ordine, poiché il capitello è una variante di quello ionico, all'interno dello stesso ordine. Secondo Vitruvio venne inventato dallo scultore Callimaco alla fine del V secolo a.C. Effettivamente, i suoi caratteri sono più scultorei che architettonici: la decorazione in foglie, steli e fiori d'acanto riveste completamente l'elemento troncoconico che ne costituisce la struttura. Gli esempi più antichi risalgono agli inizi del IV secolo a.C., quando il capitello corinzio venne impiegato negli interni (templi di Bassae e Tegea), e in seguito comparve anche all'esterno degli edifici (Monumento di Lisicrate ad Atene, del 334 a.C.; tholos di Epidauro); canonizzato in età ellenistica, ebbe grande fortuna nei monumenti romani.

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