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Risultati di Windows Live® Search Baschenis, Evaristo (Bergamo 1617-1677), pittore italiano, tra i massimi specialisti della natura morta. Scarsissime le notizie biografiche: fu un sacerdote, visse sempre a Bergamo (fatta eccezione per l'unico viaggio a Venezia, nel 1647), coltivò amicizie con diversi pittori, quali il Borgognone e Eberhart Keilhau detto Monsù Bernardo. Conobbe probabilmente i precedenti lombardi della natura morta attraverso le opere di Fede Galizia, Panfilo Nuvolone e Ambrogio Figino; studiò i dipinti nordeuropei e fiamminghi, e forse la pittura caravaggesca. Caratteristiche delle sue tele, oltre allo straordinario realismo, sono la rigorosa organizzazione geometrica e la sottile simbologia, che rinvia alla vanità delle cose e alla morte. Predilesse nelle sue nature morte strumenti musicali (che fanno pensare a specifiche conoscenze musicali da parte dell'artista) e interni di cucina. L'arte di Prete Evaristo, o Prevarisco (come fu talvolta soprannominato), si espresse dapprima attraverso schemi compositivi semplici e austere cromie (anni Quaranta e Cinquanta), poi, nella fase 'barocca' (1660-1670), in composizioni più complesse per le quali utilizzò colori lucenti. Suo capolavoro è considerato il Trittico Agliardi (Bergamo, collezione privata), comprendente una Natura morta di strumenti e due doppi ritratti di suonatori, dei quali uno è un suo autoritratto alla spinetta. Si avvalse di una ben organizzata bottega ed ebbe imitatori, quali i fratelli Bettera.
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