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Risultati di Windows Live® Search Fontanesi, Antonio (Reggio Emilia 1818 - Torino 1882), pittore italiano. Tra i maggiori paesaggisti del secondo Ottocento, elaborò uno stile diverso e alternativo rispetto a quello del verismo imperante. Formatosi a Reggio, nel 1847 si trasferì a Torino; nel Quarantotto partecipò alla prima guerra d'indipendenza. Costretto all'esilio, dal 1850 al 1865 visse a Ginevra: da qui compì numerosi viaggi nella Savoia e a Parigi, che lo portarono a contatto con artisti e mercanti di tutt'Europa, permettendogli di conoscere le tendenze più moderne nell'ambito della pittura di paesaggio. Nelle sue prime opere ricercò un approccio diretto alla verità naturale (Il sentiero nel castagneto, 1850-1855, Galleria d'arte moderna, Torino), poi riprese da Daubigny e Corot vivaci effetti di luce e d'atmosfera, introducendoli in composizioni tendenzialmente malinconiche. Negli anni Sessanta le sue tele assunsero un esplicito valore lirico ed evocativo, tardoromantico e presimbolista al tempo stesso: tra i soggetti più ricorrenti, alberi isolati su bassi orizzonti, scene di tramonto, visioni in controluce, paesaggi immersi nella nebbia tra riflessi diffusi (Radura, 1860-1865, Galleria d'arte moderna, Torino). Dopo un viaggio a Londra nel 1866, dove poté studiare le opere di Rembrandt, Constable e Turner, Fontanesi si stabilì a Torino: docente all'Accademia Albertina, eseguì in questo periodo i suoi dipinti più elaborati sul piano della luce e degli effetti atmosferici (Tramonto sullo stagno, 1869-1876, Galleria d'arte moderna, Torino). Dopo un biennio (1876-1878) trascorso a Tokyo, rientrò a Torino, dove dipinse gli ultimi dipinti, visioni fantastiche di squarci naturali indefiniti, accesi da bagliori spettrali (Tramonto infuocato sulla palude, 1880, Galleria d'arte moderna, Torino).
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