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Risultati di Windows Live® Search Wölfflin, Heinrich (Winterthur 1864 - Zurigo 1945), storico dell'arte svizzero. Allievo di Jacob Burckhardt, nel 1893 gli succedette alla cattedra di storia dell'arte dell'Università di Basilea; insegnò poi a Berlino (1901), a Monaco (1912) e infine a Zurigo fino al 1934. A partire dalla tesi di laurea (Prolegomeni a una psicologia dell'architettura), le sue ricerche si volsero all'indagine e all'interpretazione del mutamento degli stili. Dopo Rinascimento e barocco (1888) e L'arte classica (1899), Wölfflin diede una risposta più sistematica a queste problematiche nei Concetti fondamentali della storia dell'arte. Il problema dell'evoluzione stilistica nell'arte moderna (1915). Riallacciandosi alla teoria della pura visibilità, elaborata da Adolf von Hildebrand e Konrad Fiedler, ma rimeditando anche gli scritti di Alois Riegl, studiò il passaggio dal rinascimento al barocco, intesi non come fasi stilistiche storicamente determinate, ma come categorie dello spirito ciclicamente ricorrenti; nella sua indagine si servì di alcune coppie di categorie formali opposte: lineare-pittorico, superficie-profondità, forma chiusa-forma aperta, molteplicità-unità, chiarezza-oscurità. Il suo sistema interpretativo fu colpito da numerose critiche: esso avrebbe annullato il ruolo dell'artista in una 'storia dell'arte senza nomi' e sarebbe rimasto rigido, astratto, comunque incapace di spiegare lunghe fasi della storia artistica. Tali accuse costrinsero Wölfflin a continue precisazioni e correzioni, e confinarono presto le sue teorie nell'ombra. Sopravvisse invece l'idea dell'arte come sfera autonoma dell'attività umana e una lezione di metodo magistrale per la lettura formale delle singole opere d'arte.
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