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Risultati di Windows Live® Search Città ideale Progetto di insediamento urbano ideale definito da regole astratte e organizzato in una composizione geometrica. I primi disegni di città ideale si devono al Filarete, anche se già Leon Battista Alberti nel trattato De re aedificatoria (terminato nel 1452) aveva formalizzato in una teoria alcune regole sul tracciato degli assi stradali, ponendo le basi per gli studi successivi. Il Filarete elaborò uno schema di città stellare, chiamata Sforzinda, di cui fece disegni nel suo Trattato di architettura (1461-1464): entro un perimetro a forma di stella a otto punte inscritta in un cerchio, il nucleo urbano era suddiviso da un sistema di canali e piazze quadrangolari. Intorno al 1490 Francesco di Giorgio Martini descrisse con una maggiore cura di dettagli tre tipi di città: la tipologia a pianta centrale inscritta in un ottagono, la città situata su una collina e quella organizzata intorno ad assi ortogonali. Altre proposte di città di tipo radiale e di tipo ortogonale si trovano nei disegni di Baldassarre Peruzzi, Antonio da Sangallo il Giovane e Francesco De Marchi, oltre che negli scritti del Palladio e di Giorgio Vasari. In epoca rinascimentale il tema della città ideale ebbe grande fortuna, anche se gli studi e le proposte contenuti nei trattati ebbero un carattere prevalentemente astratto e immaginario, in linea con la particolare attitudine quattrocentesca alla teorizzazione. I progetti urbanistici del Rinascimento si rivelarono rigidi e difficili da porre in atto; la pianta centrale derivava ad esempio più da un'idea estetica e teorica che da necessità concrete. Le poche realizzazioni tentate si avvicinavano più alle forme prodotte spontaneamente nelle città del Medioevo che a quelle teorizzate dai trattatisti rinascimentali. La planimetria di Pienza, realizzata da Bernardo Rossellino tra il 1459 e 1462, è organizzata intorno a un unico asse; gli edifici che si affacciano sulla piazza principale quadrangolare sono disposti lungo linee oblique rispetto al Duomo in modo da creare una particolare prospettiva (simile a quella che Michelangelo prevederà per il Campidoglio). A pianta centrale è invece Palmanova (1593), città fortificata costruita vicino a Udine in difesa del confine orientale della Repubbilca Veneta: è un poligono regolare di 18 lati con una piazza centrale di forma esagonale. Nel Cinquecento, all'attenzione verso una disposizione spaziale strettamente geometrica si sostituì l'interesse verso gli aspetti politici e sociali dell'organizzazione urbana, come appaiono ad esempio nell'Utopia di Thomas More. Espressione tipica delle utopie rinascimentali, la riflessione sulla città ideale ebbe tuttavia sporadiche riprese anche nei secoli successivi, fino al Novecento: importanti progetti sono stati, nel XX secolo, la Ville Radieuse di Le Corbusier (1930) e Brodoacre City di Frank Lloyd Wright (1934).
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