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Villa Edificio residenziale solitamente inserito in un ambiente naturale, simbolo di prestigio sociale e di benessere economico.
In età romana si affermò una tipologia della villa che conobbe larga diffusione. Collocate preferibilmente in collina, le ville non presentavano planimetrie standard, ma definite in base al tipo di contesto e alla destinazione (agricola o di soggiorno). Erano spesso composte di più fabbricati: oltre al palazzo della residenza del signore, potevano includere biblioteche, ginnasi, ippodromi e terme, disposti in modo vario all'interno del giardino (si vedano la Domus Aurea di Nerone, Villa dei Misteri a Pompei, Villa Adriana a Tivoli). I complessi termali, di notevole importanza nella cultura romana, erano caratterizzati da particolare lusso; importanti resti archeologici si ritrovano nella Villa dei Quintili sulla via Appia e nella Villa Adriana a Tivoli. Solitamente nel luogo più alto del giardino si trovava la piscina di raccolta dell'acqua, dalla quale si dipartivano le tubature di terracotta che raggiungevano le varie parti della villa. In epoca medievale la tipologia della villa fu ripresa in interpretazioni grandiose solo nell'architettura normanna (si pensi alla Zisa e alla Cubula a Palermo), ma complessivamente subì un forte declino a causa delle diffuse difficoltà economiche e dei disordini politici.
Nel Quattrocento la riconquista della stabilità politica e il miglioramento delle condizioni economiche in gran parte degli stati della penisola italiana consentirono al nuovo interesse per la civiltà classica di esprimersi anche nell'architettura residenziale, elaborata a partire da modelli romani; nell'Italia centrosettentrionale la tipologia della villa si sviluppò in varianti locali subendo l'influenza delle tradizioni preesistenti. In Toscana, le ville del Quattrocento (le più note sono le residenze medicee di Careggi e Poggio a Caiano) erano spesso, in origine, castelli: disposte intorno a un cortile centrale con fontana ornata di sculture, presentavano facciate semplici con larghe modanature di pietra e mantenevano spesso elementi tipici dell'architettura militare, quali la torre o la merlatura del tetto. Nel Lazio le ville, fatte costruire soprattutto da papi e cardinali, assunsero un aspetto solenne e monumentale: costruite in posizioni dominanti, erano arricchite con ampi giardini, mossi da scalinate, logge, esedre e portici (Belvedere Vaticano del Bramante; Villa Madama di Raffaello; la Farnesina di Baldassarre Peruzzi). In Veneto, la tipologia della villa è strettamente legata all'opera di Palladio, che rielaborò il linguaggio classico in modo nuovo e personale, ponendo particolare cura nell'integrare le forme solenni ed eleganti delle sue costruzioni con il contesto naturale e agricolo in cui erano inserite (Villa Almerico-Capra presso Vicenza, Villa Barbaro a Maser, Villa Foscari presso Mira). La tipologia di villa palladiana conobbe grande fortuna anche al di fuori dell'Italia; in Inghilterra e negli Stati Uniti costituì il modello predominante per le residenze di campagna. Tra XIX e XX secolo il ruolo rappresentativo e monumentale della villa perse di valore, in conformità alle esigenze più razionali della classe sociale emergente, la borghesia. La villa contemporanea, infine, è totalmente indipendente da ogni schema formale prefissato: sviluppata soprattutto in ottemperanza a necessità funzionali, è diventata un tema molto sfruttato per la libertà espressiva che consente all'architetto.
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