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Città

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Roma caput mundiRoma caput mundi
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Introduzione

Città Aggregazione di individui in un centro costruito, riconosciuto come espressione della convivenza e della vita sociale umana, e l’insieme degli edifici e delle infrastrutture che accolgono tale popolazione. Il termine deriva dal latino cívitas, che designava la comunità sociale e politica dei cittadini (cives), da cui deriva ancora oggi il concetto di “cittadinanza” come insieme di diritti e doveri propri di chi appartiene a una comunità politica. Tuttavia il termine “città” traduce piuttosto il più concreto urbs, dal quale derivano tutti i sostantivi e gli aggettivi che la concernono (urbano, urbanistica ecc.).

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Le origini

Le prime concentrazioni della popolazione in insediamenti di tipo urbano risalgono al periodo di trapasso dall’età neolitica all’età del Bronzo, quando da un sistema di sussistenza basato sulla caccia e sulla raccolta si passò a un’economia prevalentemente agricola. Per proteggere se stessi e le proprie provviste di viveri dalle incursioni di nomadi predatori, i primi agricoltori costruirono le abitazioni in un’area cinta da mura o in un luogo poco accessibile, com’era l’acropoli delle antiche città greche. Per provvedere al fabbisogno di acqua dolce, oltre che per sfruttare una naturale via di comunicazione, le città venivano inoltre quasi sempre fondate lungo un fiume.

Tali insediamenti stabili favorirono la specializzazione e la divisione del lavoro, divenendo presto centri di mercato, in cui gli artigiani potevano scambiare i manufatti con altri prodotti, e luoghi di ricchezza, dov’era possibile lo sviluppo delle attività intellettuali. Si comprende dunque come le città rivestano un ruolo fondamentale nella storia di tutte le grandi civiltà.

Tra le più notevoli città del mondo antico vanno ricordate, nell’ordine in cui si svilupparono, Tebe e Menfi, Babilonia, Ninive, Tiro, Cartagine e Gerusalemme. Di Alessandria d’Egitto (fondata nel III secolo a.C.) si dice che contasse all’apogeo della sua potenza più di mezzo milione di abitanti, mentre Roma imperiale era ancora più grande e superava abbondantemente il milione. Dal III secolo d.C. il primato passò a Bisanzio.

I resti delle più antiche città della Mesopotamia testimoniano che già allora era diffusa una strutturazione urbanistica gravitante intorno a un edificio o un luogo sacro. Le città più importanti, centri del potere politico e amministrativo di regioni o stati, accrebbero presto le proprie dimensioni e l’articolazione interna.

In Estremo Oriente la civiltà urbana, nata nel II millennio a.C., sviluppò schemi planimetrici rigidi e regolari per gli insediamenti, ancora oggi riconoscibili in molte città: in Cina, sotto la dinastia Han, la capitale Chang’an (attuale Xi’an) fu nel VI secolo la città più grande del mondo.

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La città greca e romana

In Occidente, il modello che condizionò la crescita e lo sviluppo delle città fu quello della polis greca, affermatasi nel I millennio a.C.: il centro urbano, in un primo tempo privo di fortificazioni ma dal VI-V secolo a.C. chiuso entro possenti mura, era collegato attraverso varie vie di comunicazione con paesi e villaggi vicini; concepito come uno stato indipendente (città-stato), era organizzato secondo una suddivisione funzionale tra aree sacre, pubbliche e private.

La teoria urbanistica di Ippodamo di Mileto (V secolo a.C.), incentrata su tracciati ortogonali, contribuì a razionalizzare ulteriormente la disposizione interna della città.

L’estensione territoriale dell’impero romano, che unificò politicamente il Mediterraneo, implicò l’impiego di un efficiente sistema di infrastrutture su grande scala per il controllo di tutte le regioni. I romani realizzarono strade, acquedotti, fognature e cinte fortificate di frontiera; applicarono, nella fondazione di città nuove, il rigido schema reticolare del castrum basato sul cardo e il decumano e dotarono i nuovi centri di edifici pubblici (anfiteatri, terme, basiliche, circhi, foro).

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La città medievale

L’affermazione della classe borghese e lo sviluppo delle attività legate al commercio caratterizzarono invece la città medievale, organizzata in un sistema complesso di spazi suddivisi secondo un ordine gerarchico, a espressione dei vari poteri pubblici (spesso in conflitto tra loro). Accanto alla cattedrale, al palazzo del vescovo e ai conventi religiosi si ergevano, altrettanto imponenti e rappresentativi, il palazzo del Comune e i palazzi delle varie corporazioni.

Costruite in spazi ristretti per esigenze difensive, le città medievali si svilupparono spesso in altezza (con edifici a più piani) e non furono regolate da precisi piani urbanistici, ma si estesero attraverso continue aggiunte. Lo schema radiocentrico ebbe comunque una vasta diffusione perché si prestava, più dell’antico schema a scacchiera, a una distribuzione in senso gerarchico degli spazi: implicita nel sistema feudale era infatti la necessità di creare nel tessuto urbano una subordinazione di tutte le parti rispetto al centro.

Nell’Oriente islamico per gran parte del Medioevo dominarono le città di Baghdad, Damasco e Il Cairo; Cordova fu il centro urbano più importante dell’Occidente islamico e, per qualche tempo, dell’Europa intera.

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