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Maria Montessori con gli alunni di una scuola montessorianaMaria Montessori con gli alunni di una scuola montessoriana
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Introduzione

Scuola Organizzazione sociale istituita allo scopo di educare e istruire (vedi Educazione). Si tratta di un'istituzione relativamente recente con la quale la società provvede alla trasmissione del proprio patrimonio culturale alle nuove generazioni.

Il carattere specifico del modello educativo scolastico è la sua formalità, che viene data da cinque aspetti principali. In primo luogo, la scuola si propone dichiaratamente di trasmettere secondo un programma preciso quei saperi considerati legittimi e validi dal contesto socioculturale in cui essa si colloca. In secondo luogo, attraverso procedure formalizzate seleziona insegnanti, strutture, materiali e mezzi idonei alla realizzazione del programma stabilito. In terzo luogo, individua ed esplicita obiettivi di apprendimento standardizzati per vari livelli di competenza, e si fa garante del raggiungimento dei diversi livelli da parte degli studenti tramite una certificazione ufficiale, che corrisponde a diversi titoli di studio. In quarto luogo, consente ai propri utenti l'accesso ai diversi livelli scolastici previo superamento dei livelli precedenti. Infine, è dotata di un sistema di regole dichiarate per la gestione dei diversi aspetti che consentono il suo funzionamento (rapporti di gerarchia tra le varie figure che operano al suo interno, gestione amministrativa, allestimento delle strutture ecc.).

Se la formalità è l'aspetto pregnante dell'educazione scolastica, ciò non significa che la scuola non sia anche caratterizzata da dimensioni educative informali e implicite. La strutturazione degli spazi, il tipo di materiali e il modo di proporli, i tempi e i ritmi dello studio e altri aspetti ancora più impercettibili sono veicolo di insegnamento e propongono un'azione educativa tanto più efficace quanto più risulta inconsapevole per lo studente e addirittura per lo stesso insegnante.

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Cenni storici

Nella storia della cultura occidentale le forme di educazione più diffuse hanno avuto per lungo tempo carattere non scolastico. Nell'Atene del V secolo a.C. sono le singole famiglie che pagano maestri privati per istruire i figli e fornire loro, a seconda della disponibilità economica e della classe sociale cui appartengono, un'istruzione primaria o superiore. Nel mondo ellenistico romano solo i giovani destinati a diventare cittadini per nascita possono accedere a un corso di studi controllato e organizzato dalla società, già una vera e propria scuola, ma finanziato quasi esclusivamente dalle famiglie. Nel corso del Medioevo le scuole esistono solo per quei giovani destinati a diventare chierici, quindi solo presso strutture religiose. Nel Basso Medioevo la forma di educazione più diffusa è l'apprendistato.

A partire dal XV secolo prende il via un lento mutamento che si afferma nel XVII secolo: l'apprendistato lascia il posto alla scuola nell'educazione dei giovani. Questa progressiva scolarizzazione delle nuove generazioni corrisponde a un fenomeno di lenta acculturazione della società che, nella trasmissione del proprio patrimonio culturale, passa dal primato del mezzo orale al prevalere della pagina scritta. Lo strumento principale di questa acculturazione sono state appunto la scuola e la sua diffusione. Con il Rinascimento la nascita dello stato moderno sancisce l'avvento di un potere pubblico, che crea, organizza, finanzia istituzioni di pubblica utilità tra cui le scuole.

Il movimento di scolarizzazione prende il via in sordina nel XV secolo, e vede un primo e più deciso impulso in Spagna, Francia, Inghilterra nei due secoli successivi; nel XVIII secolo la scuola è ormai considerata a livello di dibattito politico uno strumento imprescindibile della società, che è necessario promuovere e migliorare. È però solo nella seconda metà del XIX che l'istruzione primaria viene resa obbligatoria in alcuni stati europei: Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e paesi scandinavi. Nel XX secolo, dopo la seconda guerra mondiale, la scolarizzazione esplode come fenomeno di massa.

Possono essere indicati, tra gli altri, due motivi principali e generali di questa progressiva e diffusa scolarizzazione. In primo luogo, essa sarebbe la diretta conseguenza dei movimenti di riforma protestanti e cattolici del XVI secolo: nasce con essi nel clero la necessità di insegnare la religione a popolazioni ancora abbondantemente preda di superstizioni. In secondo luogo e parallelamente, gli intellettuali del tempo considerano impellente la necessità di educare le masse, anche se non in senso e a scopi religiosi, ma comunque per ristabilire ordine e moralità in una società che considerano selvaggia.

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