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Canale di comunicazione

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Canale di comunicazione Nella teoria dell’informazione, il supporto materiale che serve alla trasmissione dei messaggi. Siamo ancora nel paradigma, perlopiù ingegneristico, che iniziò a imporsi negli anni Cinquanta del Novecento, basato sull’idea che la comunicazione sia sostanzialmente trasmissione e consegna dell’informazione ad altri. In tale contesto teorico il canale e le eventuali alterazioni del canale assumono un ruolo fondamentale nelle tecniche di ottimizzazione della comunicazione.

In questa fase il contenuto veicolato dalla comunicazione aveva un’importanza relativa: i principali elaboratori della teoria, tra i quali il matematico statunitense Claude Elwood Shannon, erano interessati soprattutto ai problemi tecnici ed economici relativi all’uso di cavi telefonici e telegrafici, ed elaborarono quindi un modello della comunicazione che prevedeva una sorgente, un codificatore, un canale, un decodificatore, una destinazione. Altri elementi erano il messaggio, il segnale, il rumore.

Si prenda come esempio una telefonata. L’interlocutore che ha chiamato si può considerare la sorgente, l’altro la destinazione. Codificatore e decodificatore sono quelle parti dell’apparato telefonico che trasformano le onde sonore in oscillazioni elettriche e viceversa. Il contenuto della conversazione è il messaggio, il cavo telefonico è il canale, i cambiamenti di tensione sono il segnale. Il rumore deriva dalle interferenze elettromagnetiche del canale.

Prendiamo ora come altro esempio una comunicazione tra due computer tramite modem. L’interlocutore che chiama è la sorgente e l’altro è la destinazione. Il codificatore e il decodificatore sono i terminali modem che trasformano i segnali digitali in oscillazioni elettriche e viceversa. Il contenuto del testo trasmesso è il messaggio. Il cavo elettrico è il canale.

All’inizio degli anni Sessanta il filologo russo Roman Jakobson introdusse il concetto di canale nella linguistica. In questo ambito, per “canale” si intende uno dei sei elementi – insieme con emittente, destinatario, contesto, messaggio e codice – che definiscono l’atto comunicativo. Qui il canale è considerato non soltanto nella sua qualità concreta di supporto alla trasmissione dei messaggi, ma anche in quella psicologica di connessione tra emittente e destinatario. Nel sistema delle funzioni linguistiche delineato da Jakobson, al canale è associata la funzione “fàtica”, tesa appunto alla verifica del buon funzionamento della connessione tra i due interlocutori.

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