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Codice (comunicazione)

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Codice (comunicazione) Nella teoria dell’informazione, inventario di simboli scelti arbitrariamente, accompagnato da un insieme di regole per la composizione di parole codificate.

Nello schema del linguista di origine russa Roman Jakobson il codice è uno dei sei elementi che caratterizzano la comunicazione linguistica: un emittente comunica un messaggio a un destinatario, attraverso un codice che deve essere condiviso almeno in parte da entrambi.

In seguito il concetto di codice si è legato stabilmente a quello di associazione tra due strutture. Da casi di corrispondenza molto semplice, come alcuni esempi di codici cifrati (uno di questi è la corrispondenza tra la lettera “a” e il numero “1”), si arriva a casi leggermente più elaborati quale il codice dei semafori stradali (il verde corrisponde a “permesso di passare per questo lato, proibizione per gli altri”), fino a esempi di codici meno deterministici e molto più complessi come ad esempio il dizionario, che confronta parole di due lingue diverse, o il codice iconologico, che assegna significati a certe configurazioni pittoriche.

Seguendo quest’ultima direzione, il concetto di codice è stato elaborato in modo più approfondito ed è arrivato a indicare il meccanismo di associazione tra uno o più elementi del piano dell’espressione e uno o più elementi del piano del contenuto: una qualsiasi descrizione semantica ha bisogno di un codice e di due piani comunicativi (espressione e contenuto), in modo che a un elemento del primo ne corrisponda uno dell’altro.

In questo senso, il concetto di codice è stato al centro delle riflessioni della linguistica e della semiotica: la lingua come codice costituisce un sistema di segni che possono essere interpretati, messi cioè in rapporto con degli oggetti denotati, o con altri sistemi di segni.

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