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Introduzione; L’organizzazione degli elementi visivi; Comunicazione visiva e comunicazione sincretica
Comunicazione visiva Locuzione che, tradizionalmente, definiva la modalità di comunicazione delle arti grafiche e del design industriale; attualmente si definisce “comunicazione visiva” qualsiasi processo di comunicazione che passi attraverso il canale visivo. Esempi di questo tipo di comunicazione si trovano nelle arti figurative, luogo per eccellenza di espressione del linguaggio visivo; tuttavia, quando si parla di comunicazione visiva non ci si riferisce tanto ai mezzi utilizzati, ma piuttosto all’effettiva organizzazione degli elementi di tali processi comunicativi. In altri termini, si parla di comunicazione visiva per indicare la scelta del linguaggio utilizzato (il linguaggio visivo, i segni iconici) per comunicare un contenuto.
Il linguaggio visivo richiede una selezione degli elementi al fine della rappresentazione, e ciò comporta la scelta di privilegiare certi tratti figurativi a scapito di altri, secondo lo scopo informativo. L’organizzazione e la rilevanza data a questi elementi porta inevitabilmente alla focalizzazione di alcuni aspetti, con conseguenze osservabili anche nell’interpretazione dei processi comunicativi. L’apporto di elementi visivi aumenta in molti casi l’impressione di “verità” proprio grazie alla presenza di ciò che si vede. Un esempio è quello delle immagini fotografiche che, nonostante la loro testimonianza di “realtà” e attendibilità apparente, privilegiano un punto di vista esplicitando attraverso l’inquadratura i valori che si vogliono trasmettere. In altre parole, la fotografia e il montaggio filmico sono interpretazioni e, per questo motivo, comunicano la scelta di un punto di osservazione privilegiato sull’oggetto rappresentato. Un’altra caratteristica fondamentale della comunicazione visiva è l’immediatezza: la potenzialità espressiva delle immagini ha un ruolo determinante nell’efficacia comunicativa. Un buon esempio è, in informatica, l’organizzazione dell’interfaccia utente, che si evolve al fine di rendere più chiara e semplice la comunicazione visiva.
Nel sistema delle comunicazioni di massa, dove la comunicazione visiva trova ampio spazio, tale definizione ricopre un panorama più esteso e variegato, comprendendo vari fenomeni di comunicazione caratterizzati anche solo in parte da elementi visivi: in questo ambito si intende per comunicazione visiva, genericamente, il flusso comunicativo che passa anche, ma non soltanto, attraverso il canale visivo. Alcuni dei casi in cui si fa ampio uso di immagini per comunicare sono la pubblicità, la televisione, il cinema, i mezzi multimediali, il teatro. Sebbene si tratti di esempi di comunicazione visiva tra i più noti, in senso stretto bisognerebbe parlare, in questi casi, di “comunicazione sincretica”: i casi ricordati sono, infatti, processi di comunicazione nei quali il canale visivo ricopre soltanto un aspetto, poiché l’informazione passa anche attraverso altri sensi, come l’udito. La definizione di “comunicazione sincretica” riguarda tutti quei sistemi di comunicazione che coinvolgono più sensi contemporaneamente (vista, tatto, olfatto, udito, gusto) e, in questi termini, molte performance artistiche e teatrali possono essere veri e propri esempi di sperimentazione in questa direzione.
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